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Foti: «E' un trionfo, a Piacenza mai così alti»

Data: 15/04/2008

Piacenza - Abituato all'idea di tornare a Montecitorio per la quarta volta, con una posizione blindata in lista, convinto che l'aria virasse al cambiamento, l'onorevole Tommaso Foti più che esultare per il 46/47 per cento intascato dall'alleanza Pdl-Lega, che in provincia tocca il 49, e per il 35/36 per cento conquistato dal Popolo della Libertà, a risultati ancora "caldi" sembra concentrato piuttosto sui duelli locali, quelli di casa, quelli che danno maggior soddisfazione ad un combattente.
E non fa mistero che vorrebbe veder stampato da qualche parte il titolo:
"Foti batte Bersani a casa sua...". La maggior soddisfazione? «Il Partito Democratico - argomenta con una punta sarcastica - ha candidato nei primi quattro posti dei piacentini, ma non ha fatto nessun miracolo».
Per il resto, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: «E' un trionfo e me lo godo, alla faccia di chi mi vuole male» polemizza, alludendo ad una campagna non sempre facile. Ma non c'è un po' troppo astio? «Sono concreto» è la risposta lapidaria. L'analisi però è presto fatta: «mai avuta a Piacenza una posizione così alta, del 46/47 per cento insieme alla Lega Nord, mentre al Sud c'è stata una concentrazione sul Pdl».
Il Pd di Veltroni però in città vince la conta con una manciata di circa duecento cinquanta voti. Foti preferisce guardare la cosa da un altro punto di vista, anche grografico: «Quel Pd ha perso in tutta la provincia per 4000 voti».
E' parco nei commenti, Foti. La voce non tradisce l'emozione di altre vittorie. Forse per effetto di un moto di nostalgia verso An, verso una identità sciolta in un altro contenitore. Ma non è detta l'ultima parola.
«La nostra è un'alleanza elettorale - argomenta - chiudere i partiti? Lo decidono i congressi». L'attualità è fatta di numeri, di obiettivi raggiunti: «I risultati in città, dove si è lavorato in pochissimi, i risultati in provincia, dove si è lavorato decisamente meglio, alla fine ci premiano». Questo è quanto.
E' già il momento di pensare alle battaglie per Piacenza da una posizione privilegiata, per esempio sull'Expo 2015: «Piacenza è legata a Milano, gravita su Milano, sente i flussi sulla Lombardia come dimostrano almeno in parte i risultati elettorali». Foti non fa mistero che siederebbe volentieri, con altri parlamentari, al tavolo avviato sull'Expo in Comune: «Penso che sia utile».
E anche guardando a Roma, alle ipotesi di lavorare su grandi intese per le riforme, Foti non fa sconti: «Bisogna vedere con quali premesse, quali disponibilità, io sono dell'avviso che chi vince governa».
«Sono contento che gli italiani vadano verso il centrodestra» è il commento di Sergio Bursi, presidente provinciale di An e candidato al Senato. Il risultato delle urne rispetta il quotidiano degli italiani che hanno sopportato molto - spiega - che sono stanchi «verso chi promette e non mantiene». E nel quasi pareggio raggiunto con il Pd in città, a pochi mesi dalle Amministrative vittoriose per il centrosinistra, Bursi vede un buon segno anche per le prossime Provinciali.
pat.sof.

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