Data: 12/04/2008
Nello sprint finale, le raffiche sono quelle che hanno puntellato il percorso elettorale del centrodestra. Taglienti e dirette. «Possono anche dipingere il pullman di verde - echeggia Tommaso Foti, riferendosi al mezzo itinerante di Walter Veltroni -, ma dopo così tanti chilometri, con un po' di ammaccature, è ricomparso il rosso».
Piazzetta San Francesco saluta la conclusione della campagna del Pdl. Ieri, infatti, il candidato numero 5 alla Camera nella circoscrizione dell'Emilia Romagna ha radunato sostenitori, militanti e simpatizzanti per l'ultimo comizio, in cui sparare le cartucce conclusive e convincere gli indecisi. Atmosfera rilassata, con una settantina di persone presenti all'incipit via via aumentate, stuzzichini e bevande per tutti. I megafoni si assestano gracchiando, ed è il ritmo della battistiana "Non sarà un'avventura" ad aprire le danze. Poi, le parole. Con un leit-motiv, ripetuto e ribadito: «Dietro al Pd, la solita sinistra, i soliti comunisti». «Siamo di fronte ad un'occasione unica - incalza Massimo Trespidi, coordinatore provinciale -, per far valere il voto degli italiani che vogliono voltare pagina, con una prospettiva di sviluppo, benessere e prosperità». Fioccano le frecciate al governo Prodi: «Dopo due anni l'Italia è in ginocchio, dobbiamo tornare a essere protagonisti in Europa ed a livello internazionale: è la persona al centro del nostro programma», senza dimenticare «la famiglia, unione di un uomo ed una donna, come ci ricorda la Costituzione, da valorizzare, difendere e promuovere», chiosa Trespidi.
E' il turno di Andrea Pollastri, che delinea la sinistra «delle tasse, degli sprechi e dei ricatti», mentre Marco Tassi ricorda le vicende di Napoli, «con Bassolino che ha avuto il coraggio di non dimettersi, e di essere ancora attaccato alla sedia» e la questione dell'immigrazione clandestina, suggerendo, calorosamente, «l'unico voto che può consentire davvero di cambiare». Il focus si sposta a Piacenza, alla realtà territoriale. E' Andrea Paparo ad alzare il velo sulle «spese esagerate del Comune, sull'imposizione fiscale quintuplicata. Da martedì prossimo - sottolinea il consigliere comunale - il Pdl torni ad essere il primo partito in città e provincia, per riapparire in testa anche alle prossime amministrative».
Sfilano, inoltre, Giuseppe Caruso, Luigi Salice ed i candidati Mauro Saccardi, Paola Pizzelli e Sergio Bursi, che parlano di «fatica e abnegazione per una campagna lunghissima». Infine il microfono a Foti, che ringrazia con trasporto gli intervenuti, i singoli volontari che «con vento, sole o pioggia si sono impegnati». E chiude con l'ennesimo affondo cromatico: «Il Pd è come un'anguria, verde di fuori, rossa di dentro».
Alessandro Rovellini
