Camera

Foti: riportare l'ordine partendo dall'Emilia Romagna

Data: 13/05/2008

(mir) Come era prevedibile, non si sono fatte attendere le reazioni politiche alla pubblicazione della graduatoria relativa alla presunta presenza di clandestini nelle varie province italiane.
«Il sindaco Reggi ha capito che è soprattutto per colpa della scadente politica sulla sicurezza che la gente ha voltato le spalle al centrosinistra - afferma Massimo Polledri, deputato e consigliere comunale della Lega nord - e quindi si è affrettato a formare appelli per avere più risorse. Io possono umilmente suggergli di usare i mezzi e le risorse che ha a disposizione per un vero contrasto dell'immigrazione irregolare, anziché tenere molti agenti della polizia municipale in uffici a riempire carte e documenti». Polledri oggi incontrerà il ministro dell'Interno Roberto Maroni, proprio per discutere delle problematiche legate ai clandestini: «Mi fa piacere che anche a sinistra ci siano sempre più persone che si sono accorte che viviamo in una situazione difficile - aggiunge il parlamentare - e che non ci siano più quelle anime candide che negano la stretta relazione tra stranieri non regolari e criminalità. Il governo interverrà al più presto, anche i Comuni facciano la loro parte: il nostro potrebbe ad esempio cominciare a chiedere agli ospiti del campo nomadi il pagamento delle utenze e con quei soldi finanziare il contrasto alla clandestinità».
Da Tommaso Foti, deputato piacentino del Popolo della libertà, arriva un appello al nuovo governo: «Si parta dall'Emilia Romagna per ristabilire una situazione di ordine e rispetto delle norme oggi troppo spesso violate e infrante. Secondo il censimento sulla immigrazione clandestina pubblicato dal quotidiano "Il Sole-24 Ore" - evidenza Foti - tra le prime dieci città in Italia per densità di stranieri senza permesso di soggiorno ce ne sono cinque emiliane. Al terzo posto assoluto, dietro Brescia e Mantova, c'è Modena con 25,5 clandestini ogni mille abitanti, al quarto Reggio Emilia (24,5), al sesto Parma (20,4), al settimo Bologna (20,2), al nono Piacenza (18,9). Seguono le altre, con soltanto Ferrara con una presenza di clandestini in linea con la media nazionale (11 ogni mille abitanti)». Un allarme che pare caratterizzare particolarmente il nostro territorio, quindi. «E' una situazione - attacca il deputato piacentino - che crea disagio sociale e insicurezza nel cittadino. Anche a fronte di questi preoccupanti dati, ritengo sia necessario e urgente che l'opera già annunciata dal nuovo governo Berlusconi per ristabilire l'ordine e la legalità parta dalla nostra regione dove, molto spesso, amministrazioni di sinistra, qui egemone, hanno mostrato atteggiamenti troppo compiacenti di fronte all'oggettiva violazione delle norme».

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