Data: 30/01/2011
Da una parte «una esplosione di richieste di autorizzazioni» per impianti fotovoltaici, dall'altra «una totale mancanza di leggi regionali e nazionali che ne potessero regolamentare lo sviluppo». In una lunga lettera (che pubblichiamo integralmente a pagina 59) l'ex assessore provinciale Davide Allegri difende l'operato dei suoi 15 mesi nella giunta Trespidi, sottolinea come «tempi, modalità e procedure» abbiano avuto «iter trasparenti» e avverte: «Quello delle mie dimissioni sarà un "caso" politico - per chi considera la politica mera occupazione di poltrone - ma certamente non è un caso giudiziario».
La notizia di un'inchiesta aperta dalla procura di Piacenza sull'iter autorizzativo legato alla realizzazione di impianti fotovoltaici - inchiesta che allo stato attuale non vedrebbe persone indagate - ha rinfocolato una polemica scoppiata, nel settembre scorso, l'indomani delle improvvise dimissioni di Allegri. Dimissioni su cui i gruppi di minoranza in consiglio provinciale avevano sollevato dubbi e interrogativi. L'interesse della magistratura verso il solare sembra trovare un punto di partenza in quelle schermaglie politiche e il fatto che, unicamente come persona informata sui fatti, l'assessore Patrizia Barbieri sia stata ascoltata dai carabinieri di Piacenza, pone l'accento sul ruolo avuto dall'amministrazione provinciale nella partita.
L'assessore regionale Sabrina Freda (Italia dei Valori), già ai ferri corti col presidente Trespidi proprio sul tema del fotovoltaico, definisce «un fatto molto grave, se confermato, che un amministratore con delega all'ambiente possa aver compromesso la sostenibilità favorendo lo sviluppo anomalo di questi impianti» e parla di «mancanza di trasparenza dell'amministrazione provinciale e risposte non credibili» rispetto all'addio di Allegri dall'ente di corso Garibaldi.
Per Marco Bergonzi (Pd) «le reali ragioni delle dimissioni non sono mai state chiarite e, d'altra parte, appare molto strano che una delega tanto importante come quella energetica sia passata senza alcun problema dalla Lega, di cui Allegri è esponente, al presidente Trespidi, che non appartiene a quella formazione politica». Il rappresentante dei democratici aggiunge che «anche se la Provincia avesse rispettato le normative, la partita del fotovoltaico sarebbe comunque stata gestita male» invocando la necessità di regole «più restrittive per la massima tutela del territorio e per evitare quei frazionamenti che permettono di aggirare la procedura di valutazione d'impatto ambientale».
Rifondazione comunista invita Trespidi a fare chiarezza e chiede «se egli stesso sia stato convocato». «Le dimissioni di Allegri sono avvenute in assoluto accordo con il presidente della Provincia e con la Lega Nord», dicono il segretario regionale Nando Mainardi e il segretario provinciale Roberto Montanari, e aggiungono: «Questo lascia intendere che le ragioni vere delle dimissioni fossero già allora a conoscenza della giunta e che siano state "insabbiate"».
Accuse che il presidente Trespidi respinge al mittente. «Ho saputo dell'inchiesta dai giornali e nessuno mi aveva informato. Sulle dimissioni di Allegri non abbiamo insabbiato nulla: lui le ha presentate e noi le abbiamo accettate». Il parlamentare del Pdl Tommaso Foti invita alla prudenza: «La competenza sull'accertamento di eventuali illeciti è degli organi deputati, non certo d'improvvisati, quanto non legittimati, tribunali del popolo, avvezzi a spararle grosse. A tacere del penoso tentativo da parte delle forze politiche d'opposizione di spacciare per omertà ciò che è solo dovuta discrezione».
Paolo Marino
