Camera

«Frane, calamità per l'Appennino»

Data: 17/03/2009

piacenza - I cittadini di Lusurasco di nuovo in consiglio provinciale per testimoniare la contrarietà all'impianto a biogas di Conserve Italia. Una presenza silenziosa, tuttavia parlante attraverso un documento. Argomento del contendere è ancora la distanza che l'impianto dovrebbe avere dalle abitazioni e il fatto che, durante il confronto sul Ptcp appena archiviato, si è sospesa ogni decisione in merito. Ma non è così - dicono nel documento distribuito ai consiglieri - dato che il 23 marzo prossimo è convocata una conferenza dei servizi per discutere "la definizione dei contenuti dello studio d'impatto ambientale" sul progetto a biogas da 1 megawatt proposto da Conserve Italia. Esprimono «delusione, sbigottimento, sorpresa perché la Provincia non ha imposto "bocce ferme" sui procedimenti in atto. Anzi la delusione è tanto più cocente - insistono - in quanto si è venuti a sapere che nel momento in cui avvenivano il dibattito sulle distanze di rispetto e la relativa cancellatura l'amministrazione provinciale era già in possesso della richiesta di attivazione della procedura di Via da parte di Conserve Italia. E come si regolerà la Conferenza dei servizi allorché sarà chiamata a decidere in merito alla distanza di rispetto dal centro abitato e case sparse di Lusurasco in assenza del piano energetivo provinciale che potrebbe in futuro rimettere in discussioneo comunque essere in contrasto con le decisioni prese in sua assenza?». Argomenti posti all'attenzione dei consiglieri soprattutto quelli - ha chiesto il comitato - che hanno votato a favore del Ptcp.
E nello spazio comunicazioni il tema è presto rimbalzato. A cominciare da Patrizia Barbieri (Oltre i partiti) che ha lamentato il fatto che il consiglio, ancora una volta, viene a sapere da terzi che è stata presentata un'ulteriore richiesta da parte di Conserve Italia. «Un silenzio offensivo del nostro ruolo». Anche Mario Vincenti (Indipendente) ha colto la sollecitazione sul biogas per segnalare che il problema non si sarebbe dovuto rinviare durante la discussione sul Ptcp. Massimiliano Dosi (Lega Nord) ha rilevato una contraddizione interna al Pd visto che il segretario del circolo di Carpaneto in una lettera a Libertà esprimeva contrarietà all'impianto di Ceradello sottolineando i problemi dello stoccaggio e della quantità del materiale da lavorare oltre al problema dello stoccaggio. Per Dosi nel Ptcp non è vero che non si parla di distanze. Se ne parla in relazione alle coltivazioni tutelate, ma per le case in cui vivono le persone si rimanda tutto al piano energetico di là da venire. E' tornato a chiedere "bocce ferme" Stefano Rattotti (indipendente ex gruppo Rifondazione). Affermazione che ha sollevato le critiche di Roberto Pasquali «Rattotti, però - ha detto - il Ptcp lo ha votato, o no? Sono argomenti su cui occorre essere chiari». Di biomasse, seppure a Ferriere ha parlato anche Luigi Fogliazza (Lega Nord) dicendo di aver chiesto in sede di Ptcp «dei paletti importanti per questo impianto: di piccole dimensioni, distanza di 1000 metri dai centri abitati e distanza limitata per la raccolta dei prodotti. E la maggioranza non l'ha approvato».
Sos dissesto montagna - Si sta facendo la ricognizione delle situazioni di crisi. Ha annunciato l'assessore Patrizia Calza al consiglio su sollecitazione del consigliere Roberto Pasquali. Un monitoraggio della situaziuone ancora in corso - ha spiegato accennando anche alle preoccupazioni espresse dai cittadini di Ebbio che si sentono abbandonati. Siamo purtroppo in una situazione di estrema emergenza - ha aggiunto l'assessore - e una volta che saranno selezionati tutti i dati siamo intenzionati a richiedere lo stato di calamità.
Era stato il consigliere Pasquali a sollevare il tema del dissesto idrogeologico: «Soltanto nel territorio di Bobbio sono in atto 18 movimenti franosi e per metterli in sicurezza non ci sono fondi a sufficienza. La Provincia, in questa situazione, perde l'occasione per cominciare a parlare di Appennino. Su questi argomenti - ha detto - occorre ragionare in grande e al più presto si dovrebbe chiedere un incontro con i sindaci per capire la dimensione del fenomeno». Su questo tema è intervenuto anche l'assessore Mario Spezia, in proposito ha ricordato che il progetto vetrina del Po verte proprio sul problema del dissesto che investe sia il fiume sia la montagna. Pasquali ha poi di nuovo rilevato il tema della caserma dei vigili del fuoco. «In tre mesi è stata aperta solo tre giorni. Eppure il presidente ha più volte affermato che quello dei vigili del fuoco è un'attività da salvaguardare. «Tuttavia non si fa nulla per tenere aperta la caserma».
Il tour della giunta - Altro spunto polemico i 14 incontri che la giunta Boiardi ha impostato per presentare l'attività svolta nel corso del mandato. Critiche da tutti i consiglieri di opposizione che ravvisano in questa iniziativa «una promozione elettorale» nella quale «manca il contraddittorio». E si tratta - è stato detto da Tommaso Foti - di un'intepretazione forzata della legge. Nulla da eccepire che un'amministrazione voglia far conoscere il proprio operato, non ci sarebbe nulla di criticabile se non fosse che vengono finanziate con i soldi dei contribuenti.
Antonella Lenti

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