Camera

Freno tirato sull'ipotesi
di un ritorno al nucleare

Data: 18/06/2008

di PAOLA PINOTTI
piacenza - Diversa l'idea di fondo, ma comunanza di intenti sulle implicazioni in ambito locale. L'assessore provinciale all'Ambiente Gianluigi Ziliani (contrario al ritorno al nucleare) e Tommaso Foti, parlamentare e consigliere provinciale An-Pdl (favorevole), su una cosa sono d'accordo: Caorso ha già dato. Da parte della Regione Emilia Romagna, Massimo Cenerini, elaboratore del piano energetico regionale, precisa che «si tratta di un tema di competenza nazionale. Le Regioni saranno chiamate a partecipare, ad esempio, nella fase di localizzazione di impianti produttivi di energia nucleare. Ma allo stato attuale non sono arrivate proposte concrete».
Per Ziliani la dismissione di Arturo appare come la priorità. «Ritengo che sia difficilmente comprensibile pensare ad una nuova centrale nucleare, mentre si sta iniziando a discutere sull'impianto già esistente - afferma l'assessore provinciale - questione rimasta sul tappeto da oltre 20 anni. La dismissione in sicurezza, ora, è la nostra priorità. Ritengo, inoltre, che sia molto difficile tornare a parlare di nucleare quando non è ancora stato individuato un sito nazionale per le scorie. E occorre pensare bene se sia il caso di realizzare un nuovo impianto nella zona maggiormente produttiva del Paese. Meglio puntare su altre fonti energetiche: fonti rinnovabili, le biomasse a digestione anaerobica. Per quanto riguarda Ignitor, invece, ribadisco che, a noi, il progetto non è stato presentato».
Se le premesse sono diverse, la conclusione di Foti è simile. «Ben venga - dice - l'impostazione del governo ad un ritorno al nucleare. Numerosi Paesi vedono il loro fabbisogno energetico soddisfatto dal 15 al 40% grazie all'energia nucleare. Passando invece a Caorso, ricordo che siamo in una fase di smantellamento della centrale. Operazione destinata a durare fino al 2018. Chiunque parli di una riattivazione di quel sito, non sa cosa significhi: la centrale non può essere recuperata e Caorso ha già dato. Tornare al nucleare - chiarisce l'esponente di An-Pdl - significa passare attraverso l'individuazione di nuovi siti, e soprattutto arrivare all'individuazione di un deposito per le scorie. Quest'ultimo è il passaggio fondamentale per riprendere un discorso interrotto venti anni fa».
Risparmio energetico e fonti rinnovabili sono le prospettive alle quali guarda il piano energetico regionale, stilato da Massimo Cenerini, dirigente della Regione. «I nostri sforzi - dice - puntano alla promozione del risparmio energetico, alla produzione legata a piccoli impianti di produzione presenti sul territorio, alle fonti rinnovabili. Per quanto riguarda l'energia elettrica, la localizzazione di impianti, in particolare nel piacentino e a Ravenna, consente un sostanziale equilibrio a livello regionale». Nel piano energetico provinciale compare anche Caorso: si parla, spiega Cenerini, «del decommissioning della centrale, operazione che vede confermato l'impegno della Regione». Rispetto invece a un ritorno dell'energia nucleare, Cenerini chiarisce subito che si tratta di un tema di competenza nazionale: «Le Regioni saranno chiamate a partecipare, ad esempio, nella fase di localizzazione di impianti produttivi di energia nucleare. Ma allo stato attuale non sono arrivate proposte concrete».

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