Camera

Giovanardi, l'ultimo Don Camillo

Data: 09/03/2010

Carlo Giovanardi non si offende se lo paragonano a Don Camillo, il celebre prete anti-comunista creato dalla penna di Giovannino Guareschi. «Assolutamente no, anzi, io che questa sinistra la conosco bene e la contrasto da 40 anni dico che mai come in queste elezioni Regionali abbiamo la possibilità di mandarla a casa e di rompere il sistema di potere che egemonizza l'Emilia Romagna. Nessuno si dimentichi che tutti i vertici del Pd, dal piacentino Bersani in giù, sono gli stessi che andavano in Unione sovietica a prendere ordini per il Pci».
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio (con delega alla famiglia e alle tossicodipendenze) è stato a Piacenza ieri pomeriggio per sostenere la campagna elettorale del Popolo della libertà: introdotto dal coordinatore provinciale Tommaso Foti e affiancato dai tre candidati piacentini (Renata Basini, Carlo Mistraletti e Andrea Pollastri), Giovanardi si è detto convinto della chanche di vittoria del centrodestra. "Anna Maria Bernini è una candidata presidente eccellente, che si sta muovendo benissimo sul territorio, incontrando la gente e spiegando la validità del nostro programma. Dopo 65 anni di governo della stessa parte politica, è evidente a tutti come ci sia ormai l'esigenza di un ricambio, di dare spazio a una nuova classe dirigente: non c'è istituzione al mondo che è egemonizzata da così tanto tempo, un cambiamento è auspicabile. E possibile". Nonostante l'alleanza conti solo sulla Lega nord e non sull'Udc, come in altre elezioni? "Anche sulla vicenda delle liste - ha risposto Giovanardi - Pierferdinando Casini non ha perso l'occasione per chiarire la sua posizione: critica ingiustamente il Popolo della libertà, ma appoggia l'estrema sinistra in Piemonte, aiuta Nichi Vendola in Puglia non sostenendo il nostro candidato moderato. Non capisce che anche l'Italia, come tutta Europa, ha bisogno di un bipolarismo maturo, che vede un unico partito popolare e di ispirazione cristiana. Che è il Pdl. Non capisco proprio cosa stia combinando l'Udc".
Accanto al sottosegretario era seduto anche Romano Tribi, referente locale dei Popolari liberali, il movimento fondato proprio da Giovanardi che è confluito nel Popolo della libertà. Una formazione che, secondo l'esponente del governo, sta attraversando una fase decisiva della propria crescita: "Se guardiamo ai risultati che abbiamo ottenuto nel nostro primo anno e mezzo di vita - ha spiegato il sottosegretario - il bicchiere non è mezzo pieno, ma stracolmo: abbiamo vinto le Politiche, le Europee e le Amministrative, qui a Piacenza lo sapete bene con il trionfo alla Provincia di Massimo Trespidi. Onestamente, però, c'è anche la parte mezza vuota: attraverso il tesseramento bisogna passare alla fase del coinvolgimento degli iscritti, quella in cui tutti gli organismi ad ogni livello sono eletti dai nostri sostenitori". A ottobre ci saranno i congressi: "E' il modo migliore - ha precisato Giovanardi - per proiettare il partito nel futuro, quando inevitabilmente ci sarà il momento del dopo-Berlusconi".
In conclusione, prima di fare visita a Trespidi a margine del consiglio provinciale, alcuni accenni al programma: "Noi siamo per la difesa della famiglia tradizionale, quella che invece il centrosinistra vuole scardinare. Noi rispettiamo le decisioni di tutti, ma le istituzioni devono tutelare e sostenere le unioni tra uomo e donna. Errani e i suoi vogliono invece distruggerle, andando contro la Costituzione. Il fatto che nessuno si sposi e faccia più figli pone dei problemi anche al rapporto con gli stranieri: avanti così saranno gli italiani a doversi integrare. Noi vogliamo accogliere tutti coloro che sono in regola, ma difendere le nostre origini".
Michele Rancati

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