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Il bicentenario Il deputato pdl ai colleghi: aderite, solo la mia valorizza la piacentinità dell'artistaVerdi divide i "nostri" onorevoli

Data: 31/01/2009

Tre onorevoli, tre proposte di legge. Sono depositate alla Camera in commissione Cultura e contengono "disposizioni per la celebrazione del bi-centenario della nascita di Giuseppe Verdi" che cadrà nel 2013. Ciascuna di loro reca la firma di un deputato piacentino: la prima a essere stata presentata - il 24 giugno 2008 - è quella della deputata Carmen Motta, del Pd come la piacentina Paola De Micheli che pure l'ha sottoscritta, ma tra i firmatari ci sono anche esponenti del centrodestra quale l'ex ministro Pietro Lunardi (Pdl); tre mesi dopo - il 17 settembre - è arrivata la proposta di legge del leghista Fabio Rainieri (il cui nome figura in calce pure alla prima) che tra i sostenitori annovera anche il "nostro" Massimo Polledri (Lega); ultima in ordine di tempo è quella del piacentino Tommaso Foti (Pdl-An), porta la data del 27 gennaio e per ora è corredata dalla firma del solo presentatore.
Che cosa dicono le tre proposte di legge e in che differiscono? L'obiettivo di massima è lo stesso: realizzare, e finanziare, le iniziative per la celebrazione del bicentenario della nascita del grande compositore nato a Busseto, valorizzando al contempo i luoghi verdiani. Quanto alle differenze, una su tutte, si dice convinto l'onorevole Foti che ieri ha tenuto una conferenza stampa per illustrare la sua proposta di legge, e cioè che le altre due «sono tutte centrate su Parma, mentre nella mia si ristabilisce la verità dei fatti riequilibrando i pesi con Piacenza».
Parlare di «verità dei fatti» significa riaprire l'antica contesa "ducale" sulla piacentinità di Verdi e non a caso Foti dedica gran parte della premessa della sua proposta per ricordare i momenti della vita dell'artista legati alla nostra provincia, dal suo «radicamento» a Villanova d'Arda («Villa Verdi è a Sant'Agata») ai natali piacentini dei nonni materni («Anche quelli paterni vissero a Piacenza, poi si trasferirono»), dalle sue elezioni nel consiglio comunale di Villanova e in quello provinciale di Piacenza alle «opere di bene a favore di istituti di assistenza tutti nel Piacentino».
Questo per concludere che i fondi per il bicentenario devono essere equamente ripartiti tra Parma e Piacenza: se dunque in totale sono 12 milioni di euro, come la proposta-Foti prevede, ne vadano sei per provincia, «non tutti e 12 a Parma come è nelle altre due e come accadde nel 2001 per il centenario della morte» di Verdi, afferma il deputato del Pdl.
Anche la proposta Rainieri (e Polledri) contabilizza 12 milioni di euro, mentre quella di Motta (e De Micheli) punta a mettere in gioco ben 48 milioni, metà dei quali per lo sviluppo del Festival Verdi di Parma e Busseto. Differenti pure le presenze delle istituzioni piacentine nel comitato promotore delle celebrazioni: se Rainieri annovera il Comune di Villanova tra gli enti designatori dei membri dell'organismo, Motta dà un seggio alla nostra Provincia, mentre Foti ne assegna uno al presidente di via Garibaldi e uno al sindaco di Villanova.
L'onorevole del Pdl si dice convinto che solo la sua proposta di legge abbia le chances per un'approvazione all'unanimità del tutto auspicabile. Perciò intende sottoporla ai colleghi piacentini per «invitarli» a un gioco di squadra bipartisan su Verdi. Invito che peraltro già quattro mesi fa (v. Libertà del 30 settembre) la De Micheli aveva a sua volta rivolto a Foti e Polledri per farli convergere sulla proposta Motta.
gu.ro.

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Rassegna Stampa

TommasoFoti
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