Camera

il centrodestra la lezione di mantova: si vince uniti Egregio direttore, nella tre giorni dedicata dal Popolo della Libertà piacentino all'analisi del voto il coordinatore provinciale on Tommaso Foti ha, tra le altre cose, comparat

Data: 14/04/2010

il centrodestra
la lezione di mantova:
si vince uniti
Egregio direttore, nella tre giorni dedicata dal Popolo della Libertà piacentino all'analisi del voto il coordinatore provinciale on Tommaso Foti ha, tra le altre cose, comparato il risultato del Pdl a "Piacenza città" con altre realtà cittadine simili e vicine, e cioè Pavia, Lodi, Cremona, Parma e Mantova. Alle ultime recentissime Elezioni Regionali 2010 il Pdl a Piacenza col suo 30,63% sopravanza tutte le altre città, ed assieme alla Lega acquista più consensi rispetto a Cremona, Parma e Mantova.
In quest'ultima realtà si votava anche per l'Amministrazione Comunale. Il 35,61% del primo turno del raggruppamento PdL-Lega-PRI si è trasformato poi, con il coinvolgimento di una lista civica locale, nel 52,18% con circa il 10% in più dei consensi, ben oltre la somma matematica dei partiti facenti parte del raggruppamento.
Cosa significa "la lezione di Mantova"?
Che per il centrodestra l'unica strada percorribile per vincere è quella di stare tutti assieme, Popolo della Libertà e LegaNord, alleati con altre formazioni che condividano il progetto di governo dei due partiti maggiori, scelgano il miglior candidato sindaco possibile, ed allarghino quindi il consenso elettorale. Questa è la strada da seguire senza tentennamenti anche a Piacenza.
Filiberto Putzu
Coordinatore cittadino Comune
di Piacenza Popolo della Libertà
la manifestazione
diciamo no
agli inceneritori
Aderiamo alla manifestazione nazionale a Parma che si terrà sabato 17 aprile contro gli inceneritori. E' necessario che cresca nel Paese, nei territori e in Emilia-Romagna, una grande vertenza che metta al centro l'alternativa all'incenerimento - a partire dalla strategia "rifiuti zero" - la salute delle cittadine e dei cittadini, il rispetto dell'ambiente e del territorio.
L'adesione di tanti soggetti ed organizzazioni alla manifestazione di sabato è un importantissimo passo per l'unificazione delle lotte e delle vertenze per una politica alternativa dei rifiuti. L'opposizione a politiche sbagliate si costruisce così. In questi anni abbiamo messo in evidenza come l'Emilia-Romagna sconti decenni di politiche territoriali e ambientali basate in gran parte sulla cementificazione, su scelte impattanti e su uno scivolamento progressivo nei confronti delle privatizzazioni: per tutto questo ci saremo. L'appuntamento per il corteo è perciò sabato a Parma alle 16 in Via Toscana.
Nando Mainardi
Segretario Prc Emilia-Romagna
il dibattito sulla ru486
la pillola più pericolosa
dell'aborto chirurgico
Signor direttore,
visto che Giulia Piroli, consigliera comunale PD, lamenta un approccio ideologico alla pillola abortiva RU486 vorrei provare a ragionare su alcuni fatti. Il primo sono le 29 donne finora morte per avere abortito con la sopracitata pillola, ad esse bisogna aggiungere qualche centinaio di ricoveri d'urgenza per emorragia (Annals of Pharmacoterapy 2006, vol 40 pag 191) e i dati si riferiscono al solo mondo occidentale, nei Paesi poveri le statistiche sanitarie mancano e le morti non risultano, ma è difficile pensare che non vi siano state. Sul New England Journal of Medicine (2005, vol 353, pag 2317-2318) la pillola abortiva è stata ritenuta 10 volte più pericolosa dell'aborto chirurgico è il 56% delle donne che l'hanno usata non lo rifarebbe.
Eppure in una società come la nostra, preoccupata di tutto: OGM, elettrosmog, polveri sottili, coloranti e conservanti, queste notizie passano sotto silenzio. Sull'aborto in Italia si è generata una strana schizofrenia: da un lato lo si ritiene un dramma, dall'altro sembra vietato aiutare le donne a non abortire.
Quasi che l'interruzione di gravidanza sia un ideale, cui tutte le donne dovrebbero tendere. Basti pensare che nonostante la legge 194 preveda esplicitamente Centri di Aiuto alla Vita negli ospedali per dare alle donne una reale possibilità di scelta, c'è chi li chiuderebbe tutti. Sebbene questi Centri abbiano aiutato decine di migliaia di donne e salvato altrettanti bambini dall'aborto, l'autodeterminazione di queste madri, che hanno deciso di non abortire, sembra una vergogna.
Trent'anni fa l'aborto era sinonimo di progresso e libertà e chi obiettava era nemico del popolo. Oggi si continua a usare lo stesso schema, basta così far credere che una pillola renda l'aborto facile come bere un bicchiere d'acqua e il gioco è fatto, assicurando fatturati milionari alle Case farmaceutiche.
E' questione di libertà, si può anche decidere di non voler vedere, a patto però di assumersi le proprie responsabilità. Anche quella di calcolare come irrilevante effetto collaterale la vita o la salute di una donna, che credeva fosse solo una pillola.
Filippo Rossi
Borgonovo
emergency
spero che i tre italiani
vengano liberati
Gentile direttore,
le scrivo per esprimerLe il mio sdegno per la vicenda dei 3 italiani e 6 afghani incredibilmente arrestati e messi in carcere in Afghanistan. Un' associazione che da oltre 15 anni è in prima linea per curare e salvare vite a vittime di guerra gratuitamente senza distinzioni di alcun tipo, con l'unico scopo di dare assistenza e cure a chi subisce la guerra.
Milioni di persone curate, Emergency presente in Afghanistan, Cambogia, Sierra Leone, Sudan, Palermo, nelle carceri ecc riconosciuta internazionalmente per il suo apporto all'umanità e che è un vanto per l'Italia. E questo gli è riconosciuto dalla gente dato è una delle Onlus a cui vengono devoluti più soldi dagli italiani e non solo.
L'immobilismo del governo e del ministro Frattini è agghiacciante, mettere in dubbio l'onestà di Emergency è essere complici della guerra e dei suoi orrori.... ma ormai sono anni che i governi italiani, indipendentemente dal colore politico, finanziano la guerra in Afghanistan con la Nato ed Usa. Sì, perché chiamarle "missioni di pace " è un enorme presa in giro...
Vede direttore, io personalmente ho conosciuto l'associazione (che nel mio piccolo sostengo) qui in città ed ho avuto l'onore di conoscere ed ascoltare Gino Strada, ho visto foto, video e udito racconti da chi opera con Emergency lì in Afghanistan. Ecco perchè affermo che lì è in atto una sporca guerra che ha prodotto e produce migliaia di morti e feriti permanenti di cui moltissimi civili, tra cui bambini e donne!!! e la cosa ignobile è che l'Italia finanzia e partecipa militarmente a tutto ciò.
Mi chiedo come sia possibile che le Istituzioni politiche Italiane non chiedano l'immediata liberazione degli operatori arrestati, non pretendano spiegazioni dal governo afgano e dall'Isaf (forze militari occidentali), non si indignino pubblicamente! Possibile che in nome di "rapporti con gli americani " e del fatto di partecipare alla guerra afgana possano chiudere deliberatamente gli occhi e addirittura dire di "non essere sicuri dell'onestà e imparzialità di Emrgency "... E' assurdo dico io!
Pensare che meri interessi rendano molti uomini e l'Occidente così indifferenti a quanto sta accadendo, questo fa davvero vergognare l'umanità secondo me. Mi vergogno di come si sta comportando il mio paese a livello Istituzionale...
Oltrettutto se dopo 8 anni di guerra per "esportare la democrazia" può succedere che vengano arrestati così senza mandato, portati via e proibire loro di avere contatti con l'esterno.... possiamo dire che è un fallimento totale. Ma era logico che la guerra non portasse democrazia ma ben altro....
Spero vengano liberati al più presto e che questa brutta farsa finisca senza conseguenze. W Emergency e la pace
Daniele Ciolli
due ore per un farmaco
bene l'ospedale
male la farmacia
Egregio direttore,
la mia anziana mamma (classe 1926) è stata dimessa questa mattina dal reparto di ginecologia dell'ospedale Guglielmo da Saliceto dopo una settimana di ricovero per una operazione di una certa importanza. Tengo innanzi tutto a segnalare la nostra piena soddisfazione sia per l'esito dell'intervento che per la assistenza efficiente e cordiale ricevuta a tutti i livelli in reparto. Altra cosa è stato il ritiro presso la farmacia dell'ospedale del medicinale prescritto all'atto della dimissione.
Un'attesa di oltre due ore insieme ad una trentina di altri sfortunati quanto impazienti cittadini uniti da un comune senso di impotenza. Il tutto mentre la "nonna Bianca" attendeva altrettanto impaziente in reparto che la riportassi a Bobbio.
La farmacista da me interrogata sul motivo di una tale situazione, dopo essersi scusata, ha motivato con l'assenza della collega (in effetti era sola) e confermato che spesso si creano analoghe code (in particolare il lunedì). In effetti ricordo che in occasione di un intervento chirurgico di mia cugina (forse era novembre dello scorso anno) avevo vissuto una esperienza analoga con l'aggravante che la mia parente ancora dolorante per i postumi della operazione mi attendeva in auto nel piazzale dell'ospedale. Mi auguro, direttore che vorrà dare spazio a questa mia segnalazione sul vostro quotidiano come invito ai responsabili della farmacia ad attivarsi alla messa in atto delle azioni correttive necessarie per evitare insopportabili disagi ai cittadini. E sono certo di rappresentare qui quanto meno i 30 compagni di sventura di questa mattina.
Marco Roccasilvana
la precisazione
tra le 12 e le 14
c'è il treno per milano
Gentile direttore, su "Libertà" del 12 aprile un lettore lamenta la mancanza di collegamenti regionali da Piacenza per Milano fra le 12 e le 14. Quanto descritto non corrisponde al vero; alle 13.09 parte infatti da Piacenza un treno regionale diretto a Milano, con fermate nelle stazioni di Rogoredo, Lambrate e Garibaldi.
Prima di questo collegamento, escludendo l'Eurostarcity delle 12.41, è prevista una partenza per la stazione Centrale alle 11.49 e, intorno alle 14.00, di due regionali in partenza da Piacenza alle 13.53 e alle 14.05.
Ferrovie dello Stato
Ufficio stampa Emilia Romagna

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl