Camera

Il dibattito«L'imperativo è capire
perché si è arrivati
a un debito così elevato»

Data: 01/12/2009

picenza - Ricco di spunti il dibattito su Tempi. Da Massimiliano Dosi che ha chiesto le dimissioni del consiglio di amministrazione. Votiamo a favore di questo contributo - ha detto - ma cosa si farà nel 2009? Antonino Coppolino ha messo l'accento sulla necessità che la società esplichi la propria mission anche in altre attività oggi non sfruttate. Questo - ha detto per cercare di dare un segno positivo ai conti della società. Tommaso Foti ha parlato di scelta di serietà quella di stanziare 250mila euro per Tempi. Ma ha parlato di patti parasociali tra Comune e Provincia che sono scaduti nel 2007 e mai rispettati. «Se gli obiettivi politici per Tempi sono falliti è necessario ridisegnarli e occorre partire dalla politica industriale. Francamente quella di Tempi non l'ho capita». Ha detto e quindi la proposta. «Senza una inversione di tendenza, meglio una separazione di un a brutta convivenza». Occorre chiarire la posizione riguardo ai servizi pubblici secondo Marco Bergonzi ci sono linee diseconimiche che però svolgono una funzione sociale e vanno pertanto conservate. «Ogni corsa a vuoto costa 250 euro - ha sostenuto Boiardi - ma al servizio pubblico non si rinunci». Ha chiesto un progetto serio Stefano Cavalli per dare risposte alla gente e Tempi ha bisogno di una revisione totale del proprio operato. Per Giuseppe Cattanei è impossibile continuare col metodo di ripianare i debiti a piè di lista. Occorre programmare quali servizi devono essere svolti anche se in perdita. Enzo Varani ha chiesto di conoscere «dove siano finiti questi soldi». Anche Bruno Ferrari ha richiamato la necessità di verificare come si è formato il buco.

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