Data: 03/05/2008
il giornale a colori
Nuova Libertà:
auguri dall'Argentina
Caro direttore
dal mio solito... informatore (mio fratello Emanuele da Piacenza) ho saputo della nuova tappa che intraprende Libertà, con un nuovo centro stampa, nuovo formato e nuova grafica, nuovi contenuti, full color segno di una vitalità impensata per un quotidiano di provincia (e per di piú piccola, anche se ne sorpassa i limiti!).
Non voglio perdere quindi l'occasione di far giungere a lei, all'Editore, a tutta la redazione e a tutto il personale (e, approfitto, a tutti i piacentini) dai piacentini dell'Argentina e di Rosario , un sincero augurio e un in bocca al lupo alla nostra cara Libertà,
Guido Bergonzi
Rosario (Argentina)
la lezione dei libri
la vita degli emigranti
(quando erano italiani)
Gentile direttore,
riporto testualmente quanto annotato sul sussidiario (almeno una volta si chiamava così..) di storia del giovane Simone: "La vita degli emigranti era molto difficile. Solitamente non avevano istruzione e non conoscevano la lingua del Paese in cui andavano a vivere. Spesso trovavano lavori umili e mal pagati, quelli che la gente del posto non voleva fare. La popolazione locale li trattava con diffidenza e spesso si rifiutava di affittare loro una casa".
Indovini a quale popolazione fa riferimento il testo: ovvio, agli italiani emigrati tra l'Ottocento ed il Novecento in Germania, Francia, Belgio, Stati Uniti ecc. L'avverbio "ovvio" era ironico, il mondo non cambia mai, ogni riferimento è puramente casuale!
Romano Brusamonti
Campremoldo Sopra
Lettera aperta
quei coniugi
hanno arricchito Bobbio
Gentile direttore,
vorrei esprimere la mia personale gratitudine e la riconoscenza di tanti estimatori e di numerosi partecipanti ai coniugi Malchiodi- Malaguti. Giunti, all'età libera dal lavoro e dagli impegni familiari, pur nel rispetto della genitorialità per sempre, Iole e Massimo, questi i loro nomi di battesimo, hanno saputo e voluto trasformare se stessi in organizzatori di eventi ad alto profilo culturale, aperti ed alla portata di tutta la comunità. Il 21 ottobre 2006, a Bobbio, veniva inaugurato ufficialmente il Caffè Letterario Giorgio Strehler, un'associazione dotata di statuto autonomo, prestigiosa nella dedica ed impegnativa nel programma.
Il progetto era nato con il preciso scopo di offrire un luogo di incontro agli amanti dell'arte, della musica, dei viaggi e della lettura. Una fucina di idee, insomma, come scrissero a suo tempo i due protagonisti in una lettera inviata ai loro concittadini e nel contempo un centro di aggregazione trasversale ed intergenerazionale per varcare insieme le nuove frontiere del sapere ed esplorare gli orizzonti sconosciuti del bello.
Dall'idea iniziale presero avvio i primi timidi esperimenti per saggiare l'indice di gradimento dei soci con trasferte a Milano per assistere al Piccolo a due spettacoli di grande rilievo. Col passare del tempo l'iniziativa vide aumentare sia le proposte teatrali e le uscite culturali, sia il numero degli abbonati, a testimonianza del desiderio diffuso e del bisogno sentito di cultura, quando, per l'intraprendenza e la determinazione della coppia Malchiodi- Malaguti, attraverso i G.I.S (Gruppo Interesse Scala) ai bobbiesi, si presentò un'occasione eccezionale, l'opportunità di frequentare la Scala. Iniziava così un'avventura emozionante e coinvolgente che portava da un'area periferica un gruppo di cittadini sempre più consistente e motivato lungo percorsi formativi finalizzati alla crescita culturale ed alla consapevole fruizione del mondo artistico. Negli anni successivi, nonostante la fatica e qualche inevitabile delusione, dai coniugi Malchiodi-Malaguti, mostre, convegni, conferenze, balletti, rappresentazioni teatrali e spettacoli musicali, sempre preceduti da incontri preparatori, si moltiplicarono. Ora il Caffè letterario a Bobbio è diventato una risposta precisa ad una esigenza avvertita e nello stesso tempo un'esperienza esemplare ed unica nel suo genere. A nome di tutti, quindi, grazie dal profondo del cuore a Iole e Massimo con l'augurio sincero di altre cento stagioni culturali altrettanto appassionanti
Silvana Mozzi
Cervara di Bobbio
la vittoria di roma
alemanno, la coerenza
paga sempre
Egregio direttore,
finalmente sono orgoglioso e contento di appartenere alla fazione politica nazionale che si riconosce in Gianni Alemanno. Nella mia militanza politica, le soddisfazioni morali sono state sicuramente poche, ma molto gratificanti ed entusiasmanti. Faccio qualche esempio: l'elezione dello scomparso Carlo Tassi alla Camera dei deputati, il primo consigliere comunale nel dopoguerra dell'Msi. di Carpaneto, Mauro Dorsani, anche lui prematuramente scomparso, l'elezione dell'on. Tommaso Foti nel 1996 col sistema maggioritario, per cui non era facile uscirne vincitore. Sono tappe di un percorso che oggi prosegue ancora con l'on. Foti, al quale mi auguro venga riconosciuto, con qualche ruolo di primo piano, la competenza e l'impegno che ogni giorno dimostra nella sua attività politica.
Ma lasciatemi esultare per Gianni Alemanno; a mio avviso era l'unico candidato che poteva vincere a Roma contro la sinistra. La coerenza alla distanza paga sempre e Gianni incarna il mio modo di vivere la politica ieri, oggi e spero sempre.
Alessandro Caser
Carpaneto
de micheli a roma
inopportuno
il doppio incarico
Gentile direttore,
leggevo giorni orsono su Libertà dell'incertezza che "attanaglia" in questo periodo la dott.ssa Paola De Micheli, neo deputata nonché assessore in carica del Comune di Piacenza, relativamente alla opzione da farsi: rimanere assessore o scegliere la strada di Roma?
In ogni caso, prescindendo dalla possibilità del doppio mandato istituzionale che la Legge vigente permetterebbe e, prescindendo pure dalle decisioni che la Giunta Comunale vorrà prendere a proposito, ritengo oltremodo inopportuno ed immorale (privo di etica) un eventuale mantenimento dei due incarichi e delle due copspicue prebende (seppur in forma parziale) e relativi "benefits" di vario tipo.
Ezio Trasciatti
Piacenza
cori e scritte
condanna per i fatti
del 25 aprile
Egregio direttore,
Forza Italia Giovani Piacenza esprime il proprio disappunto e condanna i gravi fatti che si sono verificati durante la giornata del 25 aprile ad opera dei Giovani Comunisti, mi riferisco agli inneggiamenti alla resistenza afgana e irachena e alle scritte blasfeme su Padre Pio. Tali episodi, infatti, oltre ad essere disdicevoli e vergognosi sono completamente in contrasto con i valori alla base dei festeggiamenti del 25 aprile, che oltre ad essere la festa della Liberazione è il giorno dedicato alla memoria e alla riflessione, è un simbolo di pacificazione e di speranza; valori contenuti nella Costituzione repubblicana che, come ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla vigilia del 25 aprile, devono essere vissuti e coltivati ogni giorno.
Inneggiare alla resistenza irachena e afgana, significa inneggiare alla guerra e agli orrori che essa si porta dietro. Le scritte blasfeme nei confronti di Padre Pio, poi, appaiono ancora più gravi perché rivolte contro un uomo che della pace è il simbolo. Forza Italia Giovani si augura che episodi di questo genere non accadano più in futuro e coglie l'occasione per invitare tutti, e in particolare gli autori dei riprovevoli fatti, alla lettura e comprensione dei principi e dei valori che hanno ispirato la stesura della Costituzione, documento fondante della nostra vita democratica.
Carlo Barbieri
Forza Italia Giovani Piacenza
brutto colpo per il pd
prodi non doveva
dimettersi
Egregio direttore,
avrei preferito che Romano Prodi non si dimettesse, non adesso.
Capisco le scelte di vita (come c'è stato detto, ma dopo l'onestà che è sempre stato il marchio di fabbrica del governo che ora finisce, posso immaginare gesti o scudi che segnano le grandi democrazie, ma Veltroni dopo la straordinaria e generosa campagna elettorale non meritava di ricevere il messaggio delle dimissioni di Prodi, mentre dilaga la nuova e brutta destra.
Non se lo meritavano gli elettori del PD, più di dodici milioni che hanno tenacemente lavorato pensando di essere con Walter, ma anche con Prodi perché nel suo piccolo ha fatto di più che nei cinque anni di Berlusconi, lavorando con tenacia volontà di fare del bene al nostro paese Italia.
Vorrei anche sapere perché la destra ha tanta rabbia con i comunisti quando il suo capo non appena ha vinto le elezioni si è interessato subito di parlare con Putin, che interesse ha con Putin? Non è un comunista? Viene dalla luna?
Teresa Chiesa
Valle di Gropparello
il caso di piacenza
più controlli
sui trasporti animali
Gentile direttore,
le scrivo in merito a quanto apparso su Libertà riguardo al trasporto dei cavalli.
Innanzitutto ringrazio i privati cittadini, che hanno denunciato la presenza di questo camion carico di cavalli posizionato sotto il sole e hanno avuto pietà di queste povere bestie che nitrivano e scalciavano dalla disperazione. Grazie per non aver voltato le spalle a quei poveri cavalli e per aver denunciato il maltrattamento, spero che sempre più spesso le persone decidano di perdere un minuto per aiutare chi è in difficoltà visto che ultimamente è sempre più facile guardare oltre e fregarsene sia che ad avere bisogno sia un animale o una persona. Credo ci vorrebbe maggior coscienza e rispetto per tutti gli esseri viventi, partendo dagli animali, spesso o considerati esseri viventi senza diritti, che non hanno voce per gridare le loro ragioni.
Quel carico di animali proveniva dal Belgio, e doveva raggiungere la Puglia per finire poi al macello. Un viaggio lunghissimo e devastante e una fine ancora peggiore, ma questo non vuol dire che bisogna trattarli come oggetti insensibili. E' vero che gli restavano, purtroppo, ancora poche ora da vivere ma non credo sia questo un buon motivo per fargli patire il caldo, la fame e la sete.
Ci vorrebbero maggiori controlli, e più severità. Sono state emanate leggi al fine di tutelare e garantire condizioni decenti per i trasporti di animali vivi, sarebbe il caso di cominciare a far valere queste leggi. In generale in Italia le leggi vengono fatte, per poi essere lasciate nel dimenticatoio. Mi auguro che questo caso così vicino a noi, visto che accaduto proprio nella nostra provincia abbia toccato un po' il cuore di tutti, soprattutto delle autorità competenti che si adoperino perché queste cose in futuro non accadano più.
Jennifer Solari
Piacenza
l'esperienza
gentilezza e sorrisi
aiutano i malati
Egregio direttore,
ho avuto in questi ultimi due anni la necessità di accompagnare mio marito presso l'Ospedale "Guglielmo da Saliceto" in Piacenza. La malattia purtroppo ha avuto il sopravvento.
Positiva è stata comunque l'esperienza con l'equipe del Reparto Ematologia D.H., Ematologia, Medicina d'urgenza e Area Critica. I pazienti hanno la necessità di fidarsi di loro e di poter contare su qualcuno che svolge il proprio lavoro "come una missione" e non semplicemente come un "qualsiasi lavoro". Sappiate che la vostra gentilezza, un sorriso non dovuto, un soccorso immediato, sono certamente per un malato uno stimolo a reagire e un sollievo in un momento di sconforto. Vi prego quindi di ricordarvi di ciò e di continuare a farlo nei confronti di tutti (anche se capisco che anche voi siete esseri umani con tutti i vostri problemi che vi accompagnano quotidianamente).
Eugenio Scolari Colombani
Piacenza
