Data: 30/05/2008
(guro) È stato il leghista Massimo Polledri a presentare, due mesi fa, alla commissione toponastica la proposta di intitolare una via a Carlo Tassi. Le motivazioni? «Io non l'ho mai votato, ma è commovente vedere persone che ancora girano con la sua foto» spiega il deputato fresco di riconfema in Parlamento: «È un riconoscimento che ritengo dovuto non al fascista, ma all'uomo al quale tuttora, a 14 anni dalla scomparsa, in tanti a Piacenza vogliono bene, significa che faceva cose buone e nella sua professione di avvocato risolveva problemi ai cittadini non solo della sua fede politica. Credo che sarebbe la dimostrazione di vicinanza positiva per tutta la comunità».
Nessuna similitudine con il caso Almirante a Roma, secondo Polledri: «Per unificare un po' le varie anime politiche avevo pensato di proporre l'intitolazione di una via anche ai defunti parlamentari Adriano Colla e Felice Trabacchi, leghista il primo, comunista il secondo, se non fosse per l'ostacolo che sono morti da meno di dieci anni».
C'è, però anche un altro impedimento nei regolamenti comunali dovuto all'esistenza già di una via dedicata a un Tassi (Camillo). «Ma a Parma ci sono casi di omonimia, a uno con lo stesso cognome è intitolata una via e a un altro una piazza o un viale», fa osservare Polledri che comunque vedrebbe bene anche l'ipotesi che pare più percorribile a Piacenza di dedicare a Tassi un'area verde».
O anche una rotonda come nel 1998 aveva proposto l'allora vice sindaco di An Tommaso Foti (nello specifico il rondò di viale Dante). Poi «l'argomento non è stato più ripreso», aveva dichiarato a Libertà lo stesso Foti il 17 aprile scorso. Aggiungendo: «Gradirei che ora il sindaco Reggi lo facesse motu proprio, senza mettere ai voti, verificato il consenso della famiglia».
