Camera

Il vertice in PrefetturaIl progettista promette un
manufatto all'avanguardia
Anas assicura: pagheremo

Data: 11/06/2009

(mir) La Conferenza dei servizi di ieri è stata convocata secondo procedure speciali che "tagliano" molti aspetti burocratici altrimenti necessari in queste occasioni. Ma per rendere spedito l'iter che dovrà portare al rifacimento del ponte crollato nei 14 mesi previsti da Anas i parlamentari locali Tommaso Foti (Pdl) e Paola De Micheli (Pd) ieri hanno telefonato dal sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso per ottenere l'integrazione al Decreto del 15 maggio scorso sul dissesto idrogeologico nelle province di Piacenza e Lodi, che concede lo stato di emergenza relativo al crollo del ponte sul Po. Un provvedimento che è in grado di velocizzare tutte le procedure per la ricostruzione del ponte storico e attivare gli ammortizzatori sociali in deroga per le attività economiche danneggiate dal crollo. «Ci ha risposto - spiegano - che nel giro di qualche giorno si farà inviare dall'Anas le specifiche tecniche che ancora mancano per la definizione dell'atto». Una notizia senza dubbio positiva, che va a incastrarsi in un mosaico che sembra finalmente prendere forma. Al sindaco Roberti Reggi, ad esempio, si sono illuminati gli occhi quando il responsabile del compartimento Anas Lombardia Claudio De Lorenzo ha assicurato che il rifacimento del ponte crollato si farà ad ogni costo: «La priorità è ristabilire il collegamento tra le due sponde e riportare alla normalità la situazione, non ne faremo un problema di spesa: Anas garantirà l'intera copertura finanziaria dell'opera». La quale, stando alle anticipazioni del progettista Michele Mele, sarà assolutamente innovativa: «Costruiremo un ponte bello e funzionale dal punto di vista architettonico e tecnico, con la pista ciclabile e quella pedonale: utilizzeremo materiali all'avanguardia, a partire dalla pavimentazione e dai sistemi di protezione anticorrosione che dureranno 45 anni, e costruiremo con modernissimi criteri antisismici. Io e Anas ci giochiamo l'immagine, vogliamo dare a questo territorio una risposta eccezionale, proiettata nel fututo. Le richieste della Soprintendenza milanese per me sono assurde, quelle strutture non possono più reggere nulla: speriamo non ci costringano a ricominciare da zero».

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Rassegna Stampa

TommasoFoti
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