Data: 21/05/2008
di TOMMASO FOTI*
L'abolizione dell'imposta comunale sugli immobili, riferita alla prima casa ed alle relative pertinenze (cantina e box), che verrà attuata dal Governo di centro-destra dovrebbe essere salutata da tutti con favore.
Ma così non è, anche in campo locale.
Prima il sindaco Reggi, poi il di Lui megafono a Montecitorio (l'on. De Micheli), hanno osservato che allargare la platea di coloro che saranno esentati dal versare l'imposta in questione, rispetto a quella individuata nella Finanziaria 2008 del Governo Prodi, favorirebbe i ricchi.
Un modo di ragionare (si fa per dire) che nasconde il retro pensiero vetero-giustizialista di chi ritiene che la proprietà sia un male di per sé - un furto, direbbe il barbuto Marx - da combattere, salvo eccezioni.
Ma ciò non deve sorprendere: i tifosi della patrimoniale (e l'Ici tale è) sono ancora tanti in un Paese che, purtroppo, solo nei giorni della retorica (cioè di qualche Festa nazionale) si ricorda di avere una Costituzione.
Se, invece, alla lettera della stessa si fosse coerentemente riferito il legislatore, l'Ici non sarebbe mai nata, neppure con quel carattere di straordinarietà, come lasciava intendere la truffaldina dizione di Isi (imposta straordinaria sugli immobili, appunto), con la quale venne alla luce.
Del resto, sul punto, l'articolo 53 della Costituzione ("Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività") è chiaro e non lascia dubbi interpretativi: il cittadino le tasse le deve pagare secondo quelli che sono i propri redditi, ed esclusivamente in ragione degli stessi.
Ma tant'è.
Basti pensare al perverso impegno del Governo Prodi, segnatamente del sottosegretario Grandi, per la messa a regime di quell'asineria rappresentata da un Catasto patrimoniale, per rendersi conto di come la vera ed unica regola che vale per la sinistra è quella di fare cassa a prescindere.
L'eliminazione dell'Ici sulla prima casa serve, dunque, a dare un preciso messaggio: la proprietà va rispettata e con essa le famiglie che, risparmio su risparmio, si sono fatte il loro appartamento.
Poca rileva se ascoltato o meno, mi auguro solo che il nuovo Governo si riveli innovatore proprio partendo dalla abolizione dell'Ici prima casa, evitando di parificare, come fatto in modo illogico ed immotivato dal Governo Prodi nell'ultima Finanziaria, gli immobili "signorili" - che sono una cosa - agli immobili "di lusso" che sono un'altra.
Nel caso in cui, anche in ragione di interessati suggerimenti di qualche maestrino dalla penna rossa che alberga al Ministero delle Finanze, ciò dovesse accadere, spetterà al Parlamento rimediare ad una stortura non certamente tollerabile.
Giustappunto perché una prima misura di equità, oltre che di civiltà, quale è l'abolizione dell'Ici sulla prima casa non risulti monca.
*deputato Popolo della Libertà
