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L'annuale rassegna provinciale ha richiamato in Valtidone intenditori insieme a semplici curiosi. Un'importante vetrina per gli operatori locali

Data: 18/10/2010

pecorara - La pioggia e il maltempo di ieri non hanno fermato le decine e decine di amanti dei prodotti del sottobosco, funghi e tartufi in primis, cui Pecorara ha dedicato l'annuale rassegna provinciale giunta ormai alla sua ventesima edizione. Per l'occasione l'area dell'ex consorzio, dove Comune e Provincia con la pro loco e associazione provinciale tartufai allestiscono l'evento, si è trasformata in una vera e propria "isola del gusto" dove a farla da padrone sono stati tartufi bianchi e neri protagonisti indiscussi della giornata. Al cospetto di "sua maestà l'oro bianco e l'oro nero" si sono inchinati veri e propri intenditori, ma anche appassionati e semplici curiosi che hanno preso d'assalto gli espositori radunati sotto l'area al coperto.
La rassegna è stata come sempre anche l'occasione per fare il punto sull'andamento della stagione di raccolta, che ormai volge al termine, e per valutare gli andamenti dei prezzi delle due ricercatissime eccellenze del palato. Per il preziosissimo tartufo bianco ieri mattina si parlava all'incirca di 350euro all'etto mentre per il tartufo nero le quotazioni erano all'incirca di dieci volte inferiori, circa 350 euro al chilo (entrambi riferiti a pezzature medie). «Si tratta di valutazioni medie - ha spiegato Giorgio Sandrinelli che guida l'associazione provinciale tartufai - e ovviamente riferite a prodotti italiani che sono il vero ottimo e che tali devono restare. Sono - ha proseguito Sandrinelli - prodotti di nicchia che è giusto che non vengano deprezzati per rincorrere i prodotti stranieri che invadono il mercato e che nulla hanno a che vedere con i nostri tartufi. Il rischio è altrimenti quelli di svalutare anche il nostro prodotto».
La rassegna di Pecorara ha dato quindi modo ai produttori di tutte le vallate piacentine di "mettersi in mostra" esponendo il frutto delle loro fatiche come Matteo Castelli di Cerignale in mostra ieri con tartufi raccolti tra Travo e Perino ma anche salumi e formaggi al profumo di tarfufi, funghi secchi, ecc.. Tra le novità di quest'anno la manifestazione, che ha visto il taglio del nastro da parte del sindaco Franco Albertini e dell'assessore provinciale Sergio Bursi, ha ospitato per la prima volta gli addetti dell'ispettorato micologico dell'Ausl, Daniele Inzani e Albina Dotti, cui è spettato il compito di certificare uno ad uno tutti gli espositori di funghi. «Abbiamo controllato - ha spiegato Inzani - che tutti rispettassero le normative previste dalla Regione prima di rilasciare la certificazione e il cartellino da apporre sui contenitori dei funghi». Il cartellino rappresenta una sorta di certificato di garanzia del fungo e lo segue durante tutto il suo percorso, fin sulle tavole.
La rassegna, che ha visto la partecipazione di una folla di autorità tra cui i parlamentari Tommaso Foti e Massimo Polledri insieme a sindaci amministratori autorità civili e militari, è stata anche una grande festa dei sapori d'autunno. Primo tra tutti i circa 30 chilogrammi di risotto ai porcini e tartufi che i volontari della pro loco hanno distribuito nell'area al coperto insieme a vere e proprie chicche come confetture di mele cotogne e ribes, nespole, uva fragola e bacche di ginepro, bargnoli e poi miele, nocciole e zucche. Per gli intenditori non mancavano i frutti antichi dell'associazione LaValtidone, presente con lo Iat, e l'olio extravergine della Valtidone di Luigi Laini che a Castano di Agazzano da tre anni coltiva 180 ulivi che fanno parte degli oltre 12.500 esemplari presenti in vallata.
Mariangela Milani

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