Data: 01/03/2011
Cinquecento detenuti. E' il paletto che pianta il sindaco Roberto Reggi, frutto del confronto avuto con il ministro Angelino Alfano. Un numero ritenuto equilibrato per decomprimere il carcere vecchio integrato con il nuovo. C'è un certo sollievo dopo le parole ufficiali pronunciate da Alfano, che arriva affiancato dal commissario straordinario del piano carceri Franco Ionta e "scortato" dai tre parlamentari piacentini, Paola De Micheli, Tommaso Foti e Massimo Polledri, ci sono il sindaco, il presidente della Provincia Massimo Trespidi, ma anche - fra gli altri - il Pm Antonio Colonna, la giudice Marina Marchetti, i massimi esponenti delle forze dell'ordine. La direttrice del carcere, Caterina Zurlo, conferma che serviranno un'ottantina di nuovi agenti di polizia penitenziaria, fra vecchia struttura, nuovo padiglione e il "repartino psichiatrico" da 5 detenuti. «Essere dirigente di una struttura che non va come dovrebbe è oneroso, triste, confido molto nel nuovo reparto» confida Zurlo. Il padiglione-bis avrà 68 stanze di 19 metri quadrati, tre letti e un tavolo al centro, una zona cottura e (novità) doccia in ogni cella («fatto importantissimo per i detenuti e per il personale che si sgrava di un compito»). Si dichiara soddisfatto Reggi: «Mi pare che Alfano abbia recepito molto bene le richieste del territorio. Questa è l'occasione per risolvere i problemi pregressi, condizione per rilasciare la nostra autorizzazione, mi sembra che le dichiarazioni siano state molto chiare, in caso di inadempienza potremo sempre ricordargliele, ma non credo sarà necessario, in altre occasioni il ministro ha dimostrato di essere una persona seria». I numeri dei reclusi? «Se da 400 andassimo a 600 sarebbe un problema, 500 è un numero adeguato». Anche per Trespidi è una «giornata importante». Inizio di un percorso che si chiuderà a dicembre 2012: «Il nuovo padiglione, è fatto per mitigare una situazione difficile. Non era previsto nel piano precedente, è stato recuperato dopo il pressing delle istituzioni sul ministero». Lodi anche da Teresa Marzocchi, assessore regionale ai Servizi sociali. «L'amministrazione locale si è molto attivata». Un rammarico: «Le pochissime risorse per la rieducazione».
da Libertà
