Data: 28/08/2009
La mancata partenza dei lavori per il ponte provvisorio sul Po fa arrabbiare il sindaco Reggi (v. Libertà di ieri) e indigna organi di stampa nazionali come il Corriere della Sera. Ma gli «intoppi burocratici» che stanno frenando la partenza del cantiere per la realizzazione di un'opera chiamata a dare un po' di respiro ai collegamenti stradali interrottisi il 30 aprile scorso con il crollo del ponte tra Piacenza e Lombardia sono «in via di superamento», secondo il deputato Tommaso Foti (Pdl). E da San Rocco il sindaco Giuseppe Ravera assicura che la scadenza del 17 ottobre per l'ultimazione del viadotto provvisorio sarà rispettata e, facendo riferimento all'avvio delle verifiche sulla presenza di ordigni bellici, osserva che l'attività è in realtà già iniziata.
A spiegare, in effetti, che «attualmente sono in corso le procedure per l'effettuazione della bonifica bellica superficiale e si stanno recependo le indicazioni fornite dalle Autorità di bacino» è stata ieri la stessa Anas in una nota firmata dal direttore Relazioni esterne, Giuseppe Scanni, in cui si contesta la versione del Corriere, e cioè che i quattro mesi trascorsi dal crollo siano stati inutili: «Sono stati invece impiegati dall'Anas per la verifica delle proposte di tutti gli enti coinvolti, per la definizione e la verifica della soluzione prescelta, per la gara d'appalto e per la predisposizione del progetto esecutivo», replica Scanni ricostruendo tutti i passaggi della procedura.
Nel sottolineare che il ponte «è rimasto sotto sequestro da parte della Procura di Lodi per accertamenti fino allo scorso 8 agosto e che l'Anas, nonostante tale vincolo, già il 17 luglio ha proceduto all'avvio delle procedure di gara e il 7 agosto all'affidamento dell'appalto», l'ente stradale fa presente che «le particolarità dell'intervento (soprattutto per ciò che attiene le caratteristiche di sicurezza e di durabilità della soluzione da adottare) avrebbero richiesto una serie di riunioni ed incontri, indispensabili alla convergenza di tutti gli enti locali verso una scelta comune».
«Tra il mese di maggio e di giugno» cinque le riunioni in cui «sono state esaminate proposte e soluzioni, valutando tempi e costi di progettazione, esecuzione, gestione e manutenzione dell'opera provvisoria, ma, soprattutto, realizzazione in termini di sicurezza e brevità di percorrenza per l'utenza costretta ad attraversare il fiume Po». «Sono state interpellate, poi, imprese specializzate nella realizzazione di tali tipologie di collegamenti provvisori e, sempre congiuntamente con le amministrazioni del territorio, sono stati esaminati gli studi di fattibilità proposti», spiega ancora Anas. E se il 5 giugno «è stata recepita la richiesta dell'ubicazione del ponte provvisorio indicata dal Comune di Piacenza», nell'incontro successivo, il 10 giugno, «si è scelto di collocare il ponte provvisorio sul fiume Po tra gli attuali manufatti esistenti: quello stradale dell'Anas e quello ferroviario». Soluzione «risultata, poi, ottimale sia in termini di risparmio di tempi che in termini di costi di esecuzione».
Il 16 giugno l'Anas ha redatto il relativo progetto approvato dal cda il 25 giugno. «Nonostante il vincolo che fino all'8 agosto impediva - fattivamente - di iniziare le lavorazioni, sono state avviate le procedure di gara» e, a seguito dell'ok del governo, il 15 luglio, alla procedura d'urgenza, il 17 luglio si è avviata la gara: «Dopo soli 19 giorni, tra il 5 e il 6 agosto, si sono espletate le relative procedure e il 7 agosto» l'Anas ha aggiudicato l'appalto alle ditte Solidus e Cimolai, con consegna dei lavori il 10 agosto.
Nel frattempo, si informa poi, «sono stati affrontati e risolti una serie di problemi connessi alla presenza di un sito di Interesse comunitario (Isolotto Maggi) », mentre il 17 agosto, le ditte hanno presentato il progetto esecutivo che «l'Autorità di bacino ha chiesto di integrare per la parte competente (aspetti idraulici) ». «Come da offerta il collegamento provvisorio dovrà essere realizzato in 60 giorni dall'avvio dei lavori, rispetto ai 90 giorni previsti a base dal capitolato di appalto». E «dalla cronologia dei fatti», è la conclusione, «si evince che l'Anas ha fatto tutto quanto possibile per accelerare l'iter procedurale e arrivare alla prossima apertura dei cantieri».
Leonardo Giansante
