Data: 18/07/2010
L'ingegnere Michele Mele, abbronzato e in camicia verde-biliardo, risalta tra le star della giornata. Ormai è acqua passata il burrascoso avvio di rapporti fra il responsabile del progetto per Anas e le soprintendenze o certi interlocutori istituzionali nella nostra città, basti ricordare la sua riottosità pungente nel prendere in considerazione il punto panoramico sul Po voluto dalla Camera di Commercio.
In prefettura poi, i primi giorni dopo il crollo del vecchio ponte, erano volate parole grosse fra tanto nervosismo. Ma sotto la tenda circense della conferenza stampa di ieri nell'assolato cantiere in sponda lombarda, si respira l'aria della cose venute bene dove è molto difficile trovare appigli polemici. Resta solo da verificare il rispetto finale dei tempi e la cura dell'area golenale pesantemente alterata per i lavori.
«Non solo era buono il progetto, ma sono ottimi gli esecutori - gongola Mele -. Questa è la vera fortuna, se capitavano certi altri imprenditori non infrequenti nel nostro paese oggi, non avremmo visto nulla. Insomma, ci sono imprese vere che non sono solo uffici legali per i contenziosi» graffia, omaggiando al contempo gli esecutori padovani di Cons. Fer. Nessuna impennata di costi in corso d'opera (fatto più unico che raro), fa notare qualcuno: «Anche questo è un primato» rincalza Mele. E ne racconta altri: il primato per i tempi di costruzione (dieci mesi), quello per la concezione architettonica e strutturale, è la prima volta che si fa un progetto simile con criteri di sostenibilità ambientale. E ci sono novità tecnologiche, verifiche che porteranno a modifiche normative italiane ed europee.
«E' un ponte che ha contribuito alla crescita conoscitiva della materia - prosegue Mele -, dai criteri antisismici a quelli di sicurezza, alla manutenzione che avrà cicli di 45 anni e non di 15 anni a fronte di un certo processo di zincatura e metallizzazione, ma abbiamo scelto questa struttura fra altre confrontando anche le emissioni di gas serra, qui più contenute da quando l'acciaio viene prodotto fino a quando finisce la vita economica del ponte. Gli svedesi della più importante società di certificazione europea dicono che è il primo caso in Europa in cui si fa questa valutazione su simili dimensioni». Ma Mele parla pure del primato forse più inedito: quello della collaborazione e del clima instaurato dopo le prime frizioni con gli enti locali: «Tra gente per bene si va d'accordo» sentenzia.
E il tema è davvero un leit-motiv che si rincorre nel giorno della conferenza. A rimarcarlo è Alfredo Peri, assessore regionale dell'Emilia Romagna per i trasporti: «Non vedevo l'ora di avere un'occasione per parlare bene di Anas» attacca malizioso. Bene, dunque, tecnici, impresa, maestranze. Sono queste le opere territoriali che servono davvero, avverte Peri: «Non c'è bisogno di inventare infrastrutture, bisogna far bene secondo i bisogni, senza traiettorie complicate ed infinite».
«Data straordinaria» enuncia l'assessore lombardo alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo: «Di fronte a un evento straordinario abbiamo avuto una straordinaria risposta di Anas, insieme a Regione Lombardia, Regione Emilia Romagna ed enti locali».
La conclusione dell'opera è prevista per il prossimo dicembre: «E siamo intenzionati a fare un bel regalo di Natale ai cittadini che vivono sulle due sponde del grande fiume. Eccoci ad un importante traguardo per il completamento del ponte definitivo a meno di dieci mesi dal crollo». E dal centrodestra arriva il commento politico dell'onorevole Tommaso Foti (Pdl): «La posa della prima campata del nuovo ponte sul fiume Po non solo conferma che l'Anas ha operato al meglio delle sue capacità, ma soprattutto smentisce quei gufi che, per mesi, hanno cercato disperatamente il proverbiale pelo nell'uovo alla ricerca di qualche motivo di inutile polemica. E' questa di Piacenza la migliore risposta del Governo del "fare le opere"».
E una puntata caustica: «Sono lontani i tempi in cui per sistemare un ponte come quello di Bettola ci vollero anni. Le differenze in positivo ci sono e sono evidenti. E i meriti sono tutti del centrodestra». Non è difficile immaginare perché parla di Bettola, paese di Pier Luigi Bersani.
p. s.
