Data: 18/07/2008
di TOMMASO FOTI *
Le nuove norme sulla sicurezza proposte e approvate dalla maggioranza di centro-destra sono un atto concreto di rispetto per tutte le vittime della violenza, per anni inopinatamente ignorate dalla Sinistra. Il Popolo della Libertà ed i suoi alleati hanno mantenuto quanto promesso in campagna elettorale mostrando, nei fatti, grande attenzione per un'opinione pubblica stanca di chi dice e non fa, di chi promette e non mantiene.
Non è vero, come sostenuto per anni dalla sinistra, che il problema della sicurezza è prevalentemente di percezione, quasi si trattasse di uno status psicologico alimentato - come qualcuno ancora oggi sostiene - ora dai media, ora da chi vorrebbe militarizzare l'Italia.
Il tema della sicurezza è una tragica realtà, non una fiction: nel 2006, ad esempio, si è avuto un incremento del 69% delle rapine e del 50% dei furti in ville ed appartamenti. Queste non sono percezioni, sono dati: dati di fatto che limitano la libertà dei cittadini, che incidono sulla libertà di quest'ultimi, che incutono paura ai più, che richiedono una risposta forte - come fa oggi il centrodestra - da parte di chi ha la legittimità elettorale per decidere.
La sinistra ha detto "no" a più sicurezza per i cittadini, prima rifugiandosi dietro la foglia di fico della norma blocca processi, poi - una volta che la stessa è stata espunta dal provvedimento - arrampicandosi sugli specchi, invocando un garantismo a senso unico che, ancora una volta, è premiale per chi delinque ed offende le vittime.
Andiamo a vedere cosa prevedono le nuove norme e, per chiarezza, cosa c'è scritto nella legge. C'è scritto che dobbiamo rendere più incisive e più veloci le espulsioni degli immigrati clandestini; c'è scritto che si deve prevedere il processo per direttissima (con tanto di pena) per chi dopo il decreto di espulsione, non si allontana dall'Italia; c'è scritto che si deve processare chi - per sottrarsi alla legge - declina false generalità, inventandosi e moltiplicando la propria identità.
Non è prevista - con buona pace di Veltroni e di Di Pietro - alcuna caccia all'immigrato, mentre è ferma la volontà di contrastare la clandestinità. Anche qui i dati ci aiutano: il 52% dei borseggi è opera di clandestini, così pure è per il 42% delle rapine ed il 38% dei furti.
Ecco perché, su specifico impulso del Popolo della Libertà, è stata introdotta l'aggravante della clandestinità, deterrente formidabile ad evitarla: non si punisce, infatti, una persona per quello che è, ma per quello che commette, cioè perché entra illegalmente nel nostro Paese. L'esatto opposto rispetto a quanto vuole una sinistra - e di sinistra - solidarietà pelosa che non si preoccupa di chi entra in Italia e, tanto meno, se chi lo fa il giorno dopo ha un datore di lavoro o una casa o se poi per procurarseli finisce in mano alla criminalità organizzata.
C'è scritto, nella legge approvata, che si rende più dura la vita in carcere ai mafiosi e si accelera la procedura per il sequestro dei loro beni; c'è scritto che si prevede la pena dell'ergastolo per chi uccide un appartenente alle forze dell'ordine; c'è scritto che si mettono a disposizione tremila militari, preferibilmente Carabinieri, per favorire un controllo più intenso e una maggiore sicurezza nelle città.
Dobbiamo davvero credere che il voto contrario della sinistra e di Di Pietro a norme che - come si vede - sono tutte orientate a dare maggior sicurezza ai cittadini, sia dipeso dal fatto che si prevede di prendere le impronte ai bambini rom? Ma se così fosse - e non è così - siamo incivili noi che vogliamo che quel bambino non sia più sfruttato e maltrattato o coloro che vogliono vederlo vendere i fiori agli angoli delle strade, seviziato e magari picchiato la sera perché non è riuscito a racimolare tanta elemosina quanta gliene era stata ordinata la mattina?
C'è da augurarsi solamente che il voto contrario dei seguaci Veltroni e di Di Pietro alle nuove norme per la sicurezza dei cittadini sia uno strascico della vecchia contrapposizione ideologica. Perché, se così non fosse, possono iniziare a dire addio ai propri elettori.
* Deputato Popolo della Libertà
