Camera

L'intervista di Foti a ""Piacentini""

Data: 01/01/2005

Parlamentare, consigliere comunale, consigliere provinciale, dirigente nazionale di AN. Già aspirante Presidente della Provincia alle ultime elezioni. A tutto ciò si aggiunge la sua candidatura alla Presidenza della Regione Emilia Romagna che AN ha portato al tavolo delle trattative all'interno della Casa delle Libertà. Tommaso Foti è al centro della vita politica non solo piacentina e in ogni sede fa sentire la sua voce, anche se, interrogato su chi conta veramente nel centro destra piacentino, risponde "Tutti meno Foti".
Politico da sempre e per vocazione, Foti ama le metafore, le provocazioni, i sottointesi. Cortese nei modi senza essere accondiscendente, schietto sempre, spesso aggressivo, il deputato piacentino interviene con frequenza nelle assemblee di Palazzo Mercanti e di via Garibaldi: per il futuro - a suo dire - opterà per la sola assemblea provinciale. Linguaggio ricco di espressioni latine e detti popolari, tono sferzante, a volte ironico, spesso duro anche quando muove critiche ai suoi: un mix che non deve renderlo affatto simpatico...
In Comune è stato il numero due della Giunta Guidotti. Oggi il sindaco è Roberto Reggi, eletto due anni e mezzo fa in un clima tutt'altro che favorevole al centro sinistra. Già in campagna elettorale e poi in questi anni, Reggi si è presentato come volto nuovo, esterno al mondo dei partiti.
"La sua è stata una campagna elettorale condotta all'insegna della denigrazione della precedente Amministrazione, promettendo tutto e di più a tutti, secondo un modello di politica che paga, visto che la città gli ha creduto. E' anche vero che Reggi era un volto fresco, pur essendo già stato un assessore, non molto rinomato, della Giunta Vaciago ed essendo consigliere provinciale di un partito".
Sta dicendo quindi che non si è trattato dell'affermarsi della società civile contrapposta alla politica.
"In questa storia, la società civile c'entra ben poco, c'entra la società dell'immagine. Reggi è un uomo allevato, cullato nel sistema dei partiti con i loro riti. Ma quando una persona vince con il numero di voti di Reggi non si può che riconoscere il risultato e attenderlo al varco. E al varco Reggi ha dimostrato un cipiglio decisionista: vuol far passare la sua linea, ma la linea è quella che altri hanno deciso, cioè i partiti, che non sono una maledizione... Se si pensa che i partiti siano un'associazione a delinquere di stampo mafioso, allora vanno sciolti, ma non mi pare lo siano. Nei partiti ci sono meccanismi farraginosi, antichi e contraddittori, ma è indubbio che abbiano anche saputo esprimere classi dirigenti. Quello di una società civile contrapposta ad una società incivile, che sarebbe quella della politica, è un mito da sfatare: vi sono stupidi nei partiti e cretini nella società civile, persone intelligenti nei primi e geni nella seconda".
Centro destra in Comune. Spesso l'opposizione appare sì meticolosa nell'analisi dei singoli provvedimenti, ma emerge meno la proposta alternativa.
"Un'opposizione deve certamente guardare al contingente e agli scenari futuri. Molto meglio fare opposizione su 3 o 4 atti piuttosto che preoccuparsi delle minuzie che servono molto alla propaganda personale e poco al fatturato politico. L'aver messo alle corde il Comune sull'affidamento della stagione di Prosa, costretto a ridurne la durata per via della decisione della Comunità europea, l'aver tenuto la barra ferma sul futuro dell'ex Unicem, l'aver smascherato la demagogia di questi giuntaioli che hanno voluto 2 anni e mezzo fa l'approvazione d'urgenza dell'Ipercoop e poi questa non è nata (senza una viabilità è inutile pensare ai centri commerciali)... tutto questo dimostra che bisogna fare opposizione su grandi temi, certo non facendo venire meno anche il conto delle virgole e delle pulci. Ma senza far dimenticare che noi siamo un'altra cosa".
La vicenda del Consiglio comunale dell'1 ottobre, sulla cui validità vi siete rivolti alla giustizia, rientra nell'ambito di quel "conto delle pulci" o è un caso di sostanza politica ?
"Delegare alla magistratura un ruolo di supplenza politica significa dichiarare la sconfitta della politica. Penso che chiedere ad un soggetto terzo l'interpretazione di una norma non debba costituire una specie di rifugio in cui collocare altre aspettative. Le maggioranze non si mandano a casa con i cavilli giurisprudenziali, ma perché non hanno più ragion d'essere. Io ho fatto una proposta di buon senso, quella di colmare come legislatori comunali i buchi che ci sono nel regolamento del Consiglio: sembravo una colomba circondata da falchi, ma poi ho visto che certi falchi sembravano dei capponi, tanto è vero che quando è arrivata l'ordinanza del TAR, che lascia ampie perplessità, non si trovava più un leone nella foresta".
Oltre a fare le pulci alla Giunta, diceva che il centro destra deve far vedere che è "un'altra cosa". Ma in cosa siete diversi dal centro sinistra?
"Da una parte c'è il fronte delle promosse facili non mantenute, dall'altra, la nostra, dovrebbe emergere più chiaro il sentimento di una società veramente libera. Guardare avanti significa non prefigurare chi sarà il futuro candidato sindaco o chi sarà il futuro leader dell'opposizione, ma costruire una politica che sappia dare agli elettori del centro destra la voglia di riconoscersi. Ed è più facile farlo sui grandi temi, piuttosto che su una politica del quotidiano che rischia di diventare noiosa".
Più concretamente ?
"Reggi ha aumentato le tasse e noi le avevamo diminuite, Reggi tende a portare il piano regolatore nei limiti di un vincolismo che vuol dire contrattazione politica, mentre noi avevamo lasciato libertà all'imprenditoria di poter sottoporre i propri progetti".
Il riferimento è chiaramente al caso Acna, che ha visto il Sindaco ritirare le linee guida del Piano strutturale comunale.
"Il ritiro è dovuto al fatto che qualcuno sa che altri hanno in mano documenti che potrebbero far vedere come questa pratica non è trasparente come la si vuol presentare".
Anche all'interno del centro sinistra, sono emerse perplessità, quando non esplicite contrarietà.
"Evidentemente ci sono altri che sanno come stanno le cose".
Andiamo in via Garibaldi. Con il senno di poi, ritiene che lo strappo di Dario Squeri in piena campagna elettorale abbia danneggiato o favorito il centro destra ?
"Premesso che io quella campagna elettorale le rifarei uguale e che per vincere era necessario l'appoggio della Lega nord fin dall'inizio - l'ho detto dal novembre 2003 - io so vincere come so perdere. Su Squeri devo considerare solo che se avesse espresso un'opinione di dissenso sul candidato del centro sinistra e si fosse fermato lì, non avrebbe ricompattato, come invece è avvenuto, il centro sinistra. Non sarebbe venuto a Piacenza Fassino, Errani, Castagnetti. Non avrei visto i popolari scatenati quando hanno visto Squeri fotografato vicino a Bondi. E soprattutto non avrei assistito all'ignobile e volgare menzogna, secondo la quale l'accordo Squeri-Foti sia stato fatto perché io avrei garantito, tramite il Ministro Alemanno, l'acquisto di Cirio da parte di Squeri. Una balla colossale, vergognosa e ignobile, ma servita a far diventare la figlia del presidente della Coldiretti (Patrizia Calza, ndr) Assessore".
Su Boiardi non ha mai nascosto il suo giudizio negativo. Con chi allora avrebbe preferito competere ?
"Sicuramente con Ernesto Carini o Alberto Fermi".
L'ex presidente Dario Squeri ha presentato ultimamente il suo movimento politico - il Centro popolare europeo - con cui intende ricompattare il centro moderato. Una risorsa in più o una minaccia per la Casa delle Libertà ?
"Se Squeri lavora per approdare al centro destra è un impegno condiviso. Ma se vuole posizionarsi in una via mediana tra la destra e la sinistra, deve sapere che il centro, a Piacenza come in tutto il Paese, non vince più".
Il prossimo appuntamento elettorale è con le regionali di aprile. Confermatissimo il presidente uscente Vasco Errani quale candidato del centro sinistra, il centro destra ha fatto fatica a trovare il suo portabandiera. Tra i nomi fatti: Silvia Noè presidente dell'Api (Associazione piccole imprese, ndr) dell'UDC, ma anche Tommaso Foti.
"Il candidato del centro destra deve essere lo speaker dell'opposizione in Regione. Sui nomi, posso solo dire che io di Noè conosco solo l'arca... Forse io sono più conosciuto di lei, se non altro perché, per il caso Squeri, sono finito su tutti i giornali regionali".

Marta Tartarini
da Piacentini - Gennaio 2005 N. 1

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