Data: 09/03/2010
(elma) Ecco i tre ordini del giorno presentati dal Pd durante il consiglio provinciale di ieri. Il primo: si chiedeva di convocare una seduta aperta di consiglio provinciale dedicata all'analisi del sistema scolastico. «Accolgo volentieri l'invito - ha risposto il presidente Trespidi - ma la data dipende dagli indirizzi della Regione. Potremo quindi convocarla non appena il quadro sarà più chiaro». Si aspetta, ancora una volta quindi, un quadro più chiaro. Il secondo ordine del giorno, invece, invitava la giunta a sostenere le richieste delle scuole piacentine sui crediti maturati verso il Ministero; a questo proposito, l'assessore provinciale al lavoro, Andrea Paparo, ha spiegato di aver inviato una lettera agli organi competenti per sollecitare il caso. Il terzo documento del Pd, infine, chiedeva alla giunta di mettere le mani avanti per evitare tagli sull'occupazione. «L'obiettivo della riforma - ha infatti arringato il consigliere Paolo Sckokai - è quello di ridurre la spesa eliminando docenti ed è già previsto un taglio del 25-30% del personale Ata». «Sono previsti 8 miliardi di riduzione in tre anni - ha aggiunto Pierluigi Caminati - e senza un progetto pedagogico chiaro». Sul tema del merito è intervenuto l'onorevole Tommaso Foti (Pdl): «È ora di premiare il merito, la scuola deve essere in funzione degli studenti. Non vedrei di cattivo occhio il ritorno ai concorsi a scuola, così come nella magistratura. Questa riforma vuole semplicemente mettere al centro il merito e la capacità. Non è poi obbligatorio studiare per forza: meglio un geometra capace che un ingegnere pomposo senza passione per quanto ha studiato». Sulla stessa linea di merito, si muove anche Antonino Coppolino (Pdl): «Usciamo dall'appiattimento causato dal '68. Si spendono 6.800 euro a studente in Emilia Romagna: è ora di semplificare la scuola».
