Data: 13/01/2011
Ultimatum dalla Lega Nord. O l'Udc riconosce il federalismo o le possibili maxi alleanze locali del centrodestra, comprensive anche del Pdl, in vista della primavera elettorale nei sette Comuni pronti al voto, sono pronte a saltare. Secondo avvertimento. Il Carroccio rivendica con forza un suo ruolo, pur nel quadro dei possibili alleati. Si apre sotto questi auspici il direttivo previsto per giovedì sera nella sede del partito di via Trieste.
Il senatore parmense Giovanni Torri, "legato" della segreteria provinciale di via Trieste, arrivato a Piacenza alla fine di novembre, stabilisce due condizioni e su quelle punta i piedi con determinazione: «La prima è che la componente centrista riconosca a pieno titolo il federalismo. Se l'Udc non condivide con noi questo obiettivo non ha senso parlarne. Al momento dobbiamo comunque aspettare almeno il 23 gennaio per parlare delle alleanze, ci sono alcuni pesanti punti interrogativi a livello nazionale. Un conto è votare le comunali, un conto è esprimere un voto per il Comune insieme a quello delle politiche. Per questo siamo ancora in stand by».
Un altro movimento a cui guarda con attenzione il senatore Torri è quello del Fli di Gianfranco Fini e delle sue ricadute piacentine. «Certo - precisa - se non ci sono contraccolpi la logica naturale sarebbe quella di seguire gli assetti governativi. In questo senso, il Fli non è in secondo piano ma noi abbiamo poco da spartire con loro, non hanno un dato elettorale consacrato, dobbiamo capire in che direzione si muoveranno».
La prossima settimana sarà perciò fondamentale, per mettere ai raggi X gli equilibri nella maggioranza al Governo che, incalzata dai leghisti, non esclude eventuali ribaltoni politici, con ricadute sulle prospettive piacentine. In vista, anche un faccia a faccia con l'onorevole Tommaso Foti del Pdl.
«Il nostro partito è in salute - continua Torri - non ci interessa attaccare altri schieramenti di centro sinistra, noi facciamo un ragionamento di governabilità seria. I dati elettorali confermano che noi non siamo un partito al traino del Pdl, abbiamo nostre peculiarità e per questo vogliamo portare avanti logiche elettorali precise. Giovedì, al direttivo, faremo il punto della situazione per valutare, dopo le feste di Natale, le esigenze e i bisogni dei Comuni al voto. Capire, insomma, quali umori tirano. Ogni Comune ha un quadro differente, finchè non abbiamo chiara la mappatura delle alleanze non possiamo fare nomi. Certo è che dove la Lega è primo partito vorremmo la priorità del candidato a sindaco, ad esempio. Anche l'Udc, probabilmente, entrando in gioco - conclude - vorrebbe una sua "cadrega", una sua poltrona».
Ma "o noi, o loro", sembrerebbe dire Torri, sull'esempio di quanto affermato dal suo leader, Umberto Bossi, lo scorso luglio, riferendosi ancora all'Udc.
El. Ma.
