Camera

«La D'Addario pagata
Non mi devo scusare»

Data: 24/06/2009

ROMA - «C'è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora». Silvio Berlusconi evoca la teoria del complotto anche nel caso della escort Patrizia D'Addario e in un'intervista al settimanale di famiglia "Chi" nega di aver mai avuto rapporti a pagamento con le donne e dice: «Non ho nulla di cui dovermi scusare con nessuno, non c'è nulla nella mia vita privata di cui io mi debba scusare».
Ma la ragazza che ha detto ai magistrati di aver avuto un rapporto sessuale con il premier a Palazzo Grazioli smentisce qualsiasi regia occulta e invita «l'onorevole Berlusconi, qualora sia in possesso della minima prova a sostegno della sua affermazione, a volerla trasmettere all'autorità giudiziaria». «Se così non fosse - aggiunge però - vorrei pregarlo di astenersi da simili affermazioni».
E a peggiorare le cose per Berlusconi interviene anche Famiglia Cristiana, che definisce il presidente del Consiglio ormai «indifendibile». Il «limite della decenza è stato superato», scrive infatti il settimanale cattolico, e la Chiesa «non può ignorare l'emergenza morale». Rispondendo alle lettere dei suoi lettori, disorientati rispetto alle notizie di feste e donne a pagamento nelle residenze del capo del Governo, don Antonio Sciortino, direttore del settimale dei Paolini, scrive: «In altre nazioni se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alla dimissoni: perchè tanta diversità in Italia? L'autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. E' pura ipocrisia», scrive don Sciortino. Che aggiunge: «Chi esercita il potere anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una zona franca dall'etica, nè pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il classico piatto di lenticchie da respingere al mittente».
La posizione di Famiglia cristiana è stata subito criticata dal Pdl, con coseguente scambio di frecciate tra esponenti del Pdl e del centrosinistra. Nella polemica è intervenuto anche il parlamentare piacentino (del Pdl) Tommaso Foti che ha replicato, in particolare al vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda. «Pensavamo - ha dichiarato Zanda - di aver ascoltato le peggiori accuse da parte del centrodestra alla libera stampa. Ma gli ultimi attacchi di alcuni esponenti del Pdl a Famiglia Cristiana in difesa di Silvio Berlusconi sono davvero troppo. Fanno pena». «Anche noi - gli ha replicato Foti - proviamo pena per chi ogni giorno si trova a difendere la "libera stampa" solo quando fa comodo a lui, a invocare il diritto alla privacy solo quando riguarda i suoi sodali, a invocare il parere della Chiesa solo quando coincide con il proprio, a dire che ha vinto le elezioni anche quando le ha perse (cosa che ultimamente capita assai spesso). Dunque, per proprietà transitiva, il fatto che a Zanda facciano "pena" le critiche del Pdl a Famiglia Cristiana e a don Sciortino, certifica il fatto che esse sono pienamente fondate».
Nell'intervista rilasciata a "Chi" Berlusconi nega di aver mai pagato una donna perché, sostiene, «non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c'è il piacere della conquista». E attacca la stampa. «Sono invece in tanti, dagli editori ai direttori dei maggiori quotidiani italiani, che debbono scusarsi con me. Ma non lo faranno certo e perderanno credibilità e lettori». Sulla sicurezza, spiega che «nessuno dei miei ospiti è mai stato sottoposto a una perquisizione personale, se poi qualcuno abusa della mia cortesia e della mia buona fede e viola la mia privacy, questo è comportamento che qualifica lui». E sui servizi segreti ammette: «Penso che siano occupati in cose più serie». A proposito di Giampaolo Tarantini, dice invece di averlo conosciuto in Sardegna l'anno scorso, ma che anche per lui vale la «presunzione di innocenza». Infine il capitolo familiare. Di Veronica dice che «è stata una ferita molto dolorosa, non so se il tempo potrà rimaginarla». «Quello che è certo - aggiunge - è che la nostra storia è stata una grande storia d'amore e le vere storie d'amore non si cancellano mai». Quanto ai figli, aggunge: «Il dolore per il fango che hanno provato a gettarci addosso ci ha unito ancora di più, la risposta di tutti i miei figli di fronte alle incredibili parole del leader dell'opposizione è stata per me la gioia più grande».

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TommasoFoti
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