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Le dimissioni dell'assessore accendono il dibattito della prima seduta dopo la pausa estivaBoiardi "archivia" il caso Tansini

Data: 16/09/2008

piacenza - Le dimissioni dell'assessore Tansini accendono il dibattito della prima seduta del consiglio provinciale dopo la pausa estiva. Dimissioni che, afferma il presidente della Provincia Gian Luigi Boiardi durante le comunicazioni iniziali, «non hanno alcuna conseguenza politica». «I risultati positivi finora raggiunti, concreti e misurabili, sono frutto di un lavoro di squadra che abbiamo condotto insieme, con la giunta e la coalizione», afferma Boiardi nell'intervento che pubblichiamo integralmente a pagina 44.
Le deleghe assegnate all'ex assessore vengono quindi salomonicamente divise tra lo stesso Boiardi (Risorse umane) e il vice presidente Mario Spezia (Bilancio). «Il presidente Boiardi cerca di smorzare i toni - replica Tommaso Foti (An) - lasciando la situazione alla duplice interpretazione dei presenti: le dimissioni di Tansini sono un problema politico o personale?». In entrambi i casi, fa notare Foti, Boiardi non può chiamarsi fuori. «Quando scendono i topi - dice - è perché la nave affonda». «La lettera dell'ex assessore e la spiacevole risposta dell'assessore Spezia (con annuncio di querela a Tansini, ndr) - fa notare Gianpaolo Fornasari (Fi - Ppe) - non potranno che spingere i piacentini a dare un giudizio severo sull'operato complessivo della giunta provinciale». Patrizia Barbieri, da parte sua, si dice «stupita del comportamento della consigliera dei Pensionati piacentini (rimasta in seno alla maggioranza, ndr). Più di una volta è intervenuta con toni critici nei confronti dell'operato della giunta».
Paolo Briggi (Idv) fa invece notare a Foti che Tansini uscì anche dalla «prima giunta Reggi, e quella barca continua ad andare a 100 all'ora». Da parte sua Giuseppina Rocca (Pensionati piacentini) ribadisce la propria coerenza: «Sono di centrosinistra e voglio portare a termine il mandato datomi dai miei elettori». Adriana Bertoni , capogruppo Ds, afferma che «la maggioranza non subisce alcun contraccolpo. Nessun alleato viene a mancare». Bertoni sottolinea anche «il carattere molto personalistico» della decisione presentata da Tansini, «assessore che - puntualizza - non è mai venuto alle riunioni di maggioranza». «Non che - si lascia scappare - mi sia mancato». L'affermazione viene ripresa da Roberto Pasquali (Fi -Ppe), il quale critica il fatto che «il presidente e il vicepresidente abbiano tollerato un assessore che non ha mai partecipato alle riunioni di maggioranza, e che ha preso uno stipendio non da poco», citando anche la lettera di un dirigente di cooperative, Sergio Efosi, pubblicata da Libertà, particolarmente dura nei confronti dell'operato della giunta Boiardi. Antonio Maestri (Ds) laconicamente fa notare che «i saltafosso sono sempre esistiti, Tansini non è l'ultimo», mentre Gianni Arbasi (Ds) difende il presidente Boiardi.
«L'unico rimprovero che gli si può muovere - dice - è di aver sopportato per quattro anni le esigenze macroscopiche di un assessore mai eletto dai cittadini». Massimiliano Dosi (Lega Nord) ricorda che «fin dal primo giorno l'amministrazione Boiardi ha avuto dei mal di pancia», mentre Stefano Rattotti (Rifondazione comunista) è stato l'unico a non voler commentare la vicenda.
Paola Pinotti

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