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«Le frane mettono a rischio Boffalora, ma per la Regione l'intervento non è prioritario»

Data: 11/03/2012

«Smottamenti e movimenti franosi hanno provocato cedimenti e fessurazioni negli edifici storici del borgo di Boffalora, creando rischio per gli abitanti. Ma la Regione Emilia-Romagna, purtroppo, ha deciso che gli interventi di messa in sicurezza, richiesti nel 2009 dal Comune di Agazzano, non fossero così urgenti. E non li ha inseriti i tra quelli prioritari in tema di rischio idrogeologico». A polemizzare con l'amministrazione regionale è il deputato Tommaso foti (Pdl) che interviene dopo aver ascoltato la risposta resa dal Sottosegretario per l'Ambiente e la Tutela del territorio e del mare, Tullio Fanelli, a una sua interrogazione in merito.
«L'attuale sistema delle acque - aveva evidenziato il parlamentare azzurro nell'interrogazione - risulta insufficiente a smaltire le forti precipitazioni che raggiungono, nei picchi di massima, 20 millimetri all'ora circa, mentre i fossi di guardia, presenti solo in parte ai lati della strada, sono intasati da arbusti, pietrame e terra provenienti dall'erosione delle scarpate». Nella risposta all'interrogazione, il sottosegretario Fanelli ha detto che gli uffici del Ministero dell'Ambiente avevano trasmesso alla Regione Emilia Romagna l'elenco delle richieste di finanziamento pervenute fino a quel momento al Ministero, tra le quali risultava indicata anche la richiesta di finanziamento pervenuta dal Comune di Agazzano. «Successivamente - ha aggiunto il sottosegretario - la Regione Emilia-Romagna ha reso noto l'importo delle risorse finanziarie destinate al cofinanziamento degli interventi di difesa del suolo, da cui risulta esclusa la richiesta del Comune di Agazzano».
«Certo la Regione non ha reso un buon servizio al territorio piacentino» commenta l'onorevole foti (Pdl). Che aggiunge: «Ora il borgo di Boffalora, per la negligenza e il disinteresse dell'amministrazione regionale, vede messa a rischio una parte significativa del proprio patrimonio storico e artistico, oltre che la sicurezza degli abitanti».
Quanto al valore del borgo e del castello, il sottosegretario Fanelli ha inoltre evidenziato, nella risposta all'interrogazione di foti, come il Ministero dei Beni e Attività Culturali rappresenta che lo stesso è «stato dichiarato di interesse culturale con provvedimento del 22 marzo 2010 e che ai proprietari sono state rilasciate, da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Parma e Piacenza, nel periodo ottobre 2008-luglio 2009, delle autorizzazioni per la realizzazione di una serie di progetti di restauro e consolidamento del castello, riguardanti fondazioni, murature in elevato, orizzontamenti e coperture». Inoltre, rileva il rappresentante del Governo «i lavori autorizzati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio sono stati già in parte eseguiti, avendo la proprietà presentato per essi istanza di contributo ministeriale in conto capitale, la cui istruttoria è in corso di definizione».

da Libertà

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