Data: 03/06/2010
Passeggiando fra i bastioni dell'ex Arsenale aperti al pubblico per la festa della Repubblica si può immaginare quanto sarebbe bello riavere questa città dentro la città.
Il sindaco Roberto Reggi vede di buon occhio l'ipotesi di recuperare per primi i bastioni farnesiani, quindi, infuturo, l'area tutta dell'ex Arsenale, che si potrebbe mettere a valore con residenza e servizi, trovando così risorse per il nuovo stabilimento produttivo che i militari vorrebbero in continuità con la caserma Artale di via Emilia Pavese, sforando in parte sul terreno della Pertite. «Ma qui, con il minor volume possibile» avverte Reggi, per salvaguardare la disponibilità di spazio verde dove costruirci un bosco che appartiene ai sogni di tanti. Ma del resto, sabato Reggi sarà alla catena umana proprio per difendere questo sogno ma anche il lavoro di chi opera negli stabilimenti.
Il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, a fianco del sindaco durante la visita, vede come realistica la proposta e pensa che sia il momento di rimettersi al lavoro convocando un tavolo molto «snello» che dialoghi con il ministero della Difesa e di cui facciano parte Comune, Provincia e parlamentari: «Tenendo una linea unitaria, su un progetto che vogliamo condividere».
Le risorse per un nuovo stabilimento, è cosa nota, non ci sono, e al momento e gli stessi fondi per il mantenimento di questi luoghi sono ridotti ai minimi termini. E ieri anche il padrone di casa, il generale Francesco Castrataro, evidenziava la difficoltà di gestire un bene come l'Arsenale, a cominciare dagli impianti, vista proprio la ristrettezza delle risorse.
Ma sulla delocalizzazione dello stabilimento, Castrataro si è detto ottimista, un recente decreto ha alzato a 928 le unità dei lavoratori in pianta organica al Polo di Mantenimento Pesante Nord, un "paletto" che fa pensare ad un prossimo rilancio in un'ottica di giusto equilibrio fra le risorse e gli interessi della città.
E ieri, sotto un sole finalmente estivo, si sono spalancate le porte dell'ex Arsenale militare di via XXIV Maggio. Centinaia di piacentini, molte famiglie, nonni con nipoti si sono riversati nel vallo che costeggia i bastioni per fotografare i mezzi militari schierati, per ammirare la cinta muraria e l'ex ospedale militare che quest'anno offriva una interessantissima esposizione di cimeli militari e di documentazioni sulla storia del nostro Arsenale.
A far da Cicerone, nella prima delle visite giornaliere, il generale Eugenio Gentile, storico e profondo conoscitore del nostro Arsenale di cui è stato direttore in passato. Con la consueta passione ha risposto a tante domande su questi luoghi. Molte autorità hanno partecipato a questa ricognizione al Polo di Mantenimento, che offre uno squarcio storico di grande bellezza architettonica. Erano presenti fra, gli altri, il nuovo prefetto Silvana Riccio, l'onorevole Tommaso Foti, il questore Michele Rosato e tutte le autorità militari e le forze dell'ordine ai massimi livelli.
Ha suscitato curiosità l'apertura dell'ex ospedale militare, uno fra i primi in Italia, che risale al 1868.
L'ospedale si presenta con un magnifico chiostro e ambienti che si presterebbero molto bene anche a fini culturali, una volta risistemato. Ma le cifre qui volano alte. E del resto il bene è dentro l'ex Arsenale, accoglie alcuni uffici, non è dismesso.
Disseminati lungo il percorso si sono potuti apprezzare anche i punti di informazione e di esposizione di piccoli, deliziosi oggetti artigianali realizzati dai disabili della Coop Assofa. Anche il Fai ieri è sceso in campo per accogliere i visitatori all'ingresso del bastione San Giovanni, che costeggia esternamente il parcheggio comunale di viale Malta. L'interno è suggestivo e ricco di sorprese. Il generale Gentile già nel 2002 scriveva al soprintendente Luciano Serchia per aprirlo al pubblico. Si tratterebbe di scavare una limitata area intorno al fianco fino ad intercettare le cannoniere che, una volta riaperte, consentirebbero l'ingresso libero del pubblico.
Patrizia Soffientini
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