Camera

ospiti in s.ilario Aquino, Foti, Lazzaro e PintiLa riforma non smette di far discutere
partiti di governo e d'opposizione

Data: 21/05/2010

La riforma della scuola firmata dal ministro Maria Stella Gelmini torna a far parlare di sé ad anno scolastico ormai al termine. Presso l'auditorium Sant'Ilario il sindacato studentesco Unione Degli Studenti (UDS) ha organizzato un'assemblea pubblica con i rappresentanti dei quattro maggiori partiti presenti in Parlamento, dove si è cercato ancora una volta di analizzarla. I partiti contattati, Partito Democratico (con Jacopo Aquino, Giovani Democratici), Italia Dei Valori (Vincenzo Lazzaro), Lega Nord (con l'assessore varesino Marco Pinti) e Popolo della Libertà (onorevole Tommaso Foti), hanno dato vita ad un acceso dibattito. La questione dei finanziamenti è stata l'argomento che ha acceso maggiormente la discussione e che ha portato a galla anche diverse chiavi di lettura nella maggioranza di governo. «Ciò che serve alla scuola - spiega Pinti (Lega) - è una riforma che risponda alle necessità di ogni regione e quindi una dislocazione del potere decisionale in senso federalista smettendola con i finanziamenti a pioggia, ma favorendo i centri migliori, tagliando solo a chi spreca». Per l'onorevole Foti (Pdl) invece il problema è rappresentato «dalla competenza di amministratori ed insegnanti e non semplicemente di questa o quella Regione; la riforma è fondamentale per il miglioramento dell'istruzione e questo non è direttamente connesso al numero degli insegnanti, non prevede veri e propri tagli ma semplicemente un non mantenimento degli aumenti stabiliti in precedenza». PD, IdV e UDS si sono trovati concordi nell'affermare che «i tagli indiscriminati andranno ad indebolire nettamente il comparto scolastico, privando le future generazioni del diritto all'istruzione sancito dalla Costituzione». Per Mattea Cambria (Flc Cgil) gli 8 miliardi di tagli «non hanno un piano pedagogico ma solo economico, provocando un disfacimento del settore e quindi della società di cui è una delle basi fondanti», mentre Vantadori (Cisl) punta il dito verso gli sprechi sui quali non si interviene ma si preferisce «tagliare linearmente, indebolendo le generazioni future».
Andrea Tagliaferri

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