Data: 09/11/2010
Di un parco la maggioranza provinciale non sentiva la necessità, ma trovandolo sul tavolo a metà del percorso, l'ha accompagnato alla conclusione non senza distinguo e prese di distanza. Il sì all'atto costitutivo e allo statuto Il Consorzio per il Parco del Trebbia è passato sede legale in Provincia, sede reale a Borgotrebbia. Posizioni inattese a sorpresa dall'opposizione come l'astensione di Samuele Raggi (Idv). Nel centrodestra da registrare il voto favorevole di Tommaso Foti (in fase di dibattito aveva annunciato l'astensione) o anche l'astensione di Roberto Pasquali (orientato a votare contro perché sulla realizzazione di un parco ha ribadito un «no incondizionato. Soprattutto in alta Valtrebbia che già è un parco naturale senza bisogno di fare nulla»). Pasquali ha poi cambiato l'intenzione di voto in astensione per riconoscere «l'egregio lavoro dell'assessore Barbieri».
Costi annuali per la gestione del parco 175mila euro di questi 87mila dalla Regione, 70mila tra Provincia e Comune di Piacenza e il resto 4.500 per gli altri comuni (Calendasco, Gazzola, Gossolengo, Rivergaro e Rottofreno). La Provincia è stato l'ultimo ente piacentino a dare il via libera. Ora la palla passa alla Regione per l'erogazione dei fondi d'investimento: 800mila euro per le prime opere e l'avvio di attività.
Dopo il dibattito sì a un ordine del giorno del consigliere Coppolino, si chiede che il rappresentante della Provincia si adoperi perché il budget delle spese annue sia il primo atto gestionale nel preventivo che il consiglio del parco approverà.
Se per l'ammorbidimento delle posizioni all'interno del centrodestra ha lavorato l'assessore Patrizia Barbieri (ha parlamentato a lungo con l'onorevole Foti) è lo stesso Raggi a spiegare la contraddizione politica aperta dal suo voto nei confronti dell'assessore regionale di riferimento per le questioni del parco l'esponente di Idv Sabrina Freda.
«Come partito e come Regione - spiega Raggi a conclusione del consiglio - abbiamo portato avanti una piccola battaglia per la realizzazione del parco del Trebbia. Mi sono sentito di esprimere questo voto di astensione nei confronti di un'amministrazione, la Provincia, che ha sempre denigrato la creazione del parco e mi chiedo come inciderà nelle decisioni del Consorzio. Non vorrei che fosse il solito sistema il solito organismo faraginoso». La sua, dice, non è una contestazione alle finalità, la creazione del parco, ma una conestazione politica dell'amministrazione.
Nel merito l'assessore Patrizia Barbieri ha sottolineato come l'obiettivo primario sia stato "stare leggeri" sui costi e fomare un organismo flessibile. Il personale sarà interno (3 della Provincia «Uffici che già si occupano di parchi» e 1 del Comune di Piacenza). «Capisco le difficoltà del centrodestra - ha sottolineato Patrizia Barbieri - ho fatto una considerazione nell'occuparmi di questo problema e ho concluso che, dal punto di vista istituzionale, responsabilmente, era necessario partecipare a questo percorso già tracciato da sette sindaci». I costi dell'operazione ci sono e, riguardo a rischi di appesantimento, Barbieri ha messo in evidenza lo sforzo che sarà fatto per evitarlo e per far sì che la struttura sia snella.
Il dibattito diviso tra chi ha salutato con favore l'approdo al parco e chi, in prima fila l'onorevole Tommaso Foti, ha criticato la scelta adottata dalla precedente amministrazione Boiardi.
«La giudico una scelta sbagliata, ma non per colpa di questa amministrazione - ha detto Foti - l'assessore Barbieri si è trovata "la bomba tra le mani". Dovremmo chiederci quale necessità vi era di un altro parco provinciale e tanto più un parco che insiste in pianura e che esclude la parte più bella della Valtrebbia. Arriva alla foce del Trebbia dove, ci si ricorderà, c'era una discarica, non mi sembra una zona naturalistica di prestigio». Altra incongruenza nel merito dello statuto Foti l'ha rilevata in ordine alla rappresentanza delle associazioni agricole di cacciatori e pescatori. Da qui la sua proposta di rivederlo. Siamo certi - ha segnalato - che i costi resteranno quelli fissati? Ed è stato definito chi incasserà le sanzioni elevate all'interno del perimetro del parco? Anche Francesco Marcotti si è detto perplesso sui vincoli che un parco porterà. Attenzione, può essere un'opportunità economica - ha segnalato Gianluigi Boiardi - Piacenza ha bisogno di spazi naturali e il parco risponde anche una crescente domanda che viene dai cittadini. Parere positivo anche da Marco Bergonzi: «Mi sarei aspettato le critiche un anno fa - ha detto rivolto ai colleghi del Pdl - e comunque quando un territorio si dà delle protezioni non posso che essere contento». Infine per Giulio Maserati, anche sindaco del parco, la soluzione bipartisan è accettabile e, sul piano dei costi, è la meno onerosa dell'Emilia Romagna».
Antonella Lenti
