Camera

Per gli sfratti un'ottima soluzione

Data: 15/11/2004

Per la prima volta un Governo, a fronte di una situazione di emergenza reiterata nel campo della locazione abitativa, ha deciso di non scaricare su terzi o su altri cittadini la soluzione al problema, ma se ne è fatto carico direttamente. Quella degli sfratti è una materia della quale si è parlato a lungo nelle aule parlamentari, a volte anche con il pensiero offuscato e ben poco rispettoso delle regole che uno Stato di diritto si dà. Finalmente si è presa piena coscienza del fatto che non era pensabile trasferire sempre e solo su una categoria - i proprietari di casa - il problema relativo alla difficoltà di reperimento degli alloggi da parte dei conduttori.
Dopo sei anni dalla sue entrata in vigore, la legge n. 431 del 1998 oggi era pressoché a regime: ma vi era ancora una coda - se possiamo definirla così - data da provvedimenti esecutivi di rilascio mai eseguiti nella sostanza, perché colpivano categorie giustamente tutelate, attese le condizioni di disagio che le affliggevano, alle quali tuttavia occorreva fornire una soluzione concreta per uscire da uno stato di precarietà non ulteriormente prorogabile.
Ebbene, l'intervento del Governo, che si fa carico di un problema che investe 26 mila nuclei familiari distribuiti su tutto il territorio nazionale, appare particolarmente equilibrato e rispettoso, innanzitutto, di quanto deciso dalla Corte costituzionale nell'estate di quest'anno.
La Corte,infatti, ha riconosciuto che non è possibile, da parte del Governo, reiterare ulteriori provvedimenti di proroga dei termini per l'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili senza che si fossero attivate iniziative concrete e realizzabili, volte a superare una fase di emergenza che durava da troppi anni.
A giudizio di chi scrive, il Governo di centro-destra ha recepito nel senso migliore lo spirito della pronuncia della Corte e ha cercato di realizzare le condizioni affinché i conduttori potessero disporre di più alternative nella stipula di nuovi contratti di locazione ad uso abitativo.
Sono state prospettate, non a caso, cinque nuove tipologie di contratto, oltre a quelle già previste dalla legge n. 431 del 1998: le stesse forniscono, quindi, una risposta completa alle varie esigenze dei conduttori.
Si pone a volte in capo agli stessi la stipula del contratto, ma si prevede che detta possibilità sia riservata anche all'Ente Locale che si sostituisce, quindi, al conduttore.
Ciò che più rileva è il fatto che la stipula dei predetti contratti è accompagnata non dalle buone intenzioni di questo o di quello, ma da un contributo economico concreto che il Governo di centro-destra elargisce a coloro che stipulano questi contratti.
Si tratta di un contributo economico che ammonta a tremila, o quattromila, o cinquemila euro a seconda del numero di persone che abitano nel Comune nel quale il contratto di locazione viene stipulato: è fuori di dubbio, tuttavia, che è la prima volta che concretamente lo Stato si fa carico di un'emergenza sociale senza trasferirla ad altri soggetti.
Si osservi inoltre il fatto che, in ragione di una modifica apportata al provvedimento del Governo da parte del Senato, i conduttori che stipuleranno detti contratti conserveranno comunque la posizione nelle graduatorie per l'assegnazione degli edifici di edilizia residenziale pubblica e, comunque, potranno partecipare ai successivi bandi d'assegnazione.
Anche sotto questo profilo la normativa introdotta appare "di garanzia", atteso che non esclude i conduttori da un disegno ben preciso, quello cioè di mettere a loro disposizione, nel breve periodo, gli alloggi dell'edilizia residenziale pubblica disponibili.
Aggiungo che il provvedimento del Governo prevede la possibilità di utilizzare uno sportello per gli sfratti affidato alle cure degli ex Istituti Autonomi Case Popolari, comunque denominati: in tal modo si è cercato di affiancare agli uffici-casa dei comuni, che in molti casi sono efficienti, ma in molti altri non lo sono, un'ulteriore struttura che permetta al conduttore che versa in condizioni di disagio abitativo di potere utilmente conoscere e sfruttare le disposizioni contenute nel provvedimento legislativo in esame.
Osservo, infine, che la decisione del conduttore di avvalersi di una delle tipologie contrattuali previste dal decreto-legge differisce l'esecuzione del provvedimento di rilascio dell'immobile fino al 31 marzo 2005.
Alla Camera, sia in Commissione, sia in aula, l'opposizione di sinistra-centro ha presentato un fiume di emendamenti al provvedimento che si distinguevano unicamente per la contraddittorietà dei principi prospettati.
La realtà dei fatti, ahimè, era e rimaneva quella di fronte ai nostri occhi: si trattava di decidere se aiutare sul serio, non a parole, 26 mila nuclei familiari che ne avevano estrema necessità, o meno.
Come sempre accade, in queste situazioni, il centro-destra è rimasto solo, pur se vincente, nell'operare affinché alla legittima tutela dei diritti degli ultimi provvedesse lo Stato, anziché, come sbrigativamente piace alla sinistra, il privato.


da Centiere Italia

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TommasoFoti
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