Data: 03/10/2009
di TOMMASO FOTI*
E'un vero peccato che i media che seguiranno in massa l'odierna manifestazione indetta da noti "martiri" a difesa della "libertà di stampa" si guarderanno bene di informare i cittadini dei compensi percepiti da quest'ultimi nell'esercizio della propria attività.
Gli italiani - periodicamente edotti, anche con grossolane forzature, degli emolumenti percepiti da parlamentari, manager pubblici e tutto quanto fa notizia - nulla o ben poco sanno di quelli pagati dalla Rai ai conduttori, rigorosamente schierati contro Berlusconi ed il centrodestra, dei principali talk show.
Basta dire che, in svariati casi, i sedicenti martiri della libertà d'informazione guadagnano molto di più del Governatore della Banca d'Italia, la cui responsabilità, sul piano del "servizio pubblico", non ammette confronti con quella dei Santoro di turno.
Invece non è così. Rispetto ai circa 600.000 euro annui percepiti dal Governatore, la Rai, con i soldi di tutti gli italiani che pagano il canone, riconosce emolumenti doppi e anche tripli a personaggi specializzati unicamente nell'insultare e diffamare Berlusconi.
A parlare sono i numeri: Fabio Fazio percepisce un compenso annuo di 2 milioni di euro, Serena Dandini di 710 mila euro, Michele Santoro di 700 mila euro, Giovanni Floris di 350 mila euro. Altri "martiri" sono pagati a prestazione, con gettoni a puntata che superano lo stipendio mensile di un metalmeccanico della Fiat: 1.700 euro per Marco Travaglio, 1000 euro a testa per il vignettista Vauro Senesi e l' imitatrice Sabina Guzzanti.
Ma ciò che più indigna è il fatto che coloro che cianciano di libertà d'informazione e si dicono impegnati a combattere il "regime " si guardano bene dal dire che - nel 2009 - il Governo Berlusconi, tramite il dipartimento editoria, ha erogato 206 milioni di euro per contributi diretti alla stampa. Ne hanno beneficiato, tra le altre, testate quali: l'Unità (6,3 milioni di euro), Il Manifesto (4,3 milioni), Avvenire (6 milioni), Europa (3,5 milioni), Il Riformista (2,5 milioni). A tacere dei 21 milioni di euro erogati alle emittenti radiofoniche.
Ho voluto ricordare sia l'entità dei compensi percepiti che quella dei contributi erogati affinché i cittadini sappiano che i sedicenti martiri della libertà di stampa, mentre si proclamano di sinistra, tengono il portafoglio a destra. E nel caravan serraglio dell'odierna manifestazione la difesa del portafoglio appare come l'unico valore di riferimento. Roba da far rimpiangere i mercenari.
*Parlamentare Il Popolo della Libertà
