Data: 30/07/2009
ROTTOFRENO - Ha ormai chiuso i battenti la Linea di Rottofreno, azienda produttrice di macchine utensili. Dopo le pratiche di cessata attività seguite dalla messa in liquidazione, i 35 lavoratori dello stabilimento metalmeccanico sono stati messi in cassa integrazione per un anno. Qualcuno di loro, tuttavia, avrebbe già trovato un nuovo posto di lavoro in un'altra azienda, non necessitando più dei 12 mesi previsti di ammortizzatori sociali. «Si può dire che la Linea ha finito la sua attività produttiva già da qualche settimana» dice Luigi Bernazzani della Fim-Cisl. «Il lavoro è venuto a mancare sempre di più nel corso degli ultimi mesi e la situazione ha assunto, gradualmente, l'inevitabile piega attuale. Dopo la cessata attività e la liquidazione, la proprietà ha chiesto il concordato preventivo, una misura per tutelare sia i lavoratori che devono percepire le ultime buste paga che i creditori che devono essere pagati».
Subito dopo la richiesta di concordato preventivo, è subentrato al vertice dell'azienda un commissario nominato dal tribunale. Si è aperta, nello stesso tempo, la procedura di riduzione del personale, culminata con la cassa integrazione di tutti i lavoratori dell'industria metalmeccanica di Rottofreno. «In piccola parte, queste persone che hanno perso il lavoro sono state ricollocate in altre realtà - prosegue Bernazzani - ma, dato il periodo di crisi che sembra non voler finire, è quasi impossibile che tutti i cassintegrati della Linea trovino da subito un nuovo lavoro. Il momento di recessione economica sta veramente colpendo duro le aziende. Sul territorio di Rottofreno, così come nel resto della provincia, il numero delle industrie in crisi continua a salire e le richieste di cassa integrazione aumentano giorno dopo giorno».
Non era informato sulla vicenda il sindaco di Rottofreno, Giulio Maserati. «Non mi ha mai contattato nessuno della Linea per dirmi quello che stava succedendo, né dirigenti né operai» afferma. «Anche da parte dei sindacati non ho avuto segnalazioni di nessun tipo. Solo negli ultimi giorni ho sentito voci di crisi profonda per la Linea. Se avessi avuto il polso delle situazione quando le cose sono iniziate ad andare male, avrei potuto dare una mano in più per cercare di aggiustare le cose». Della Linea si era occupato nelle settimane scorse anche l'onorevole Tommaso Foti (Pdl). «Mi ero interessato per la cassa integrazione dei dipendenti dell'azienda - dice -. La richiesta mi era stata inoltrata, in seguito alla cessata attività della Linea, dall'allora assessore provinciale Fernando Tribi».
