Data: 05/03/2009
piacenza - Giorni caldi in politica. In attesa dell'incontro Pdl-Lega Nord sulla scelta definitiva del candidato, in ballottaggio i nomi di Massimo Trespidi e Maurizio Parma, sul fronte opposto del Pd entra nel vivo il confronto su liste e alleanze. Questioni che saranno messe sotto la lente alla direzione del partito prevista per domani sera. Intanto la preparazione delle Provinciali s'intreccia con le questioni amministrative legate agli ultimi adempimenti prima dello scioglimento del consiglio provinciale.
E' di ieri pomeriggio una riunione di maggioranza in cui si è discussa la necessità di esaminare il documento sul monitoraggio del piano cave su cui però, nella maggioranza, vi sarebbero posizioni differenziate. Alla base un quesito di fondo, aumentare i volumi estraibili oppure no? La questione era stata sollevata anche nell'ultimo consiglio provinciale dal consigliere Tommaso Foti segnalando che le imprese piacentine attingono i materiali di cui necessitano da province vicine. Altro elemento esaminato nella riunione di ieri l'indagine effettuata dalla Provincia su produzione e consumi energetici documento propedeutico alla formulazione delle linee d'indirizzo del piano energetico provinciale che, comunque, spetterà alla prossima amministrazione.
Intanto l'orizzonte politico comprende una serie di incontri finalizzati a stendere la griglia di programmi e candidature. Ed è su quest'ultimo aspetto che si concentrano le attese più forti ed anche le tensioni più marcate. Ora infatti il Pd deve conciliare le due anime del partito nei 24 collegi, situazione ben diversa da cinque anni fa quando Ds e Margherita avevano una doppia griglia di candidature. Da qui, stando alle indiscrezioni, le spinte che si starebbero compiendo nei confronti di Boiardi perché la lista civica che sta predisponendo accolga anche candidati suggeriti dal Pd, richiesta a cui il candidato presidente avrebbe risposto, per ora, un secco no. Resta poi il capitolo alleanze. Con un problema da risolvere sulla presenza di Rifondazione al primo turno come gradirebbe il presidente uscente, eventualità che, però, troverebbe la netta opposizione nelle file del Pd. Consapevoli anche nel Pd che una porta chiusa a sinistra potrebbe alimentare il fenomeno dell'astensionismo: Sardegna docet. E movimento nell'area della sinistra viene anche dal gruppo di Gianni D'Amo "Città Comune" anche se, per ora, non si è arrivati a una decisione definitiva se essere presenti almeno in alcuni collegi. L'oscillazione è tra due posizioni. Da un lato chi vorrebbe che questa iniziativa scaturisse e portasse contenuti di sinistra legati al territorio e chi, invece, la vorrebbe carattrizzata politicamente. Il nodo da sciogliere è questo. Quasi chiusi gli spazi al centro (a parte la possibile lista legata al sindaco Reggi) dopo la presa di posizione dell'Udc in attesa della scelta del candidato dell'altro schieramento. Ed è con interesse che si guarda ai cugini di Parma dove, partendo dall'ex sindaco Ubaldi si va componendo un terzo polo di centro che trova l'attenzione anche di esponenti politici piacentini. Insomma, al centro, non tutto sarebbe perduto. Conferma l'interesse il segretario del Pd Paolo Botti. «Ci sono esperienze centriste che si stanno caratterizzando - dice - e perché non riservare attenzione?»
a.l.
