Camera

Scossa all'economia per aiutare la crescita

Data: 21/02/2011

Una scossa all'economia per stimolare la crescita. Questa la sintesi utilizzata dal governo per presentare le misure approvate nel Consiglio dei ministri di due settimane fa. Riforma costituzionale a favore delle imprese, piano per il sud e piano casa le principali misure che, per Tommaso Foti, rappresentano un "concreto piano per la crescita economica, da attuare in tempi brevi. Siamo di fronte - spiega il parlamentare azzurro - a un pacchetto di interventi che apre una fase nuova. A fronte della completezza e della consistenza delle misure adottate - aggiunge Foti - appare davvero comica la lenzuolata di liberalizzazioni da parte di quel Bersani che vide miseramente naufragare quelle che aveva proposto da Ministro del Governo Prodi. Mentre i provvedimenti del Governo garantiscono un'effettiva libertà d'impresa senza dovere più passare per le forche caudine di lacci e lacciuoli. La gestione dell'economia di Visco-Bersani-Padoa Schioppa comportò per gli italiani 25 miliardi di inasprimenti fiscali nel 2007 e 36 nel 2008. La differenza c'è e si vede: il centrodestra scuote l'economia, la sinistra preleva dalle tasche degli italiani".
Anche per Massimo Polledri si avvia "una nuova fase di rilancio dell'economia. Si va dalla riqualificazione delle aree urbane degradate all'allargamento dell'accordo bonario nelle controversie in materia di contratti pubblici. Articolato in otto priorità strategiche, tra cui infrastrutture, sicurezza, banca del mezzogiorno e piano per il sud. Regola fondamentale nell'utilizzo dei 98 miliardi di euro è l'uso corretto delle risorse. Il Ministro Tremonti - ricorda il deputato leghista - ha chiesto all'Europa di introdurre regole diverse per aumentare l'impatto degli interventi di politica economica. Alcune deroghe potrebbero riguardare proprio le gare per la concessione degli appalti: sulla Salerno - Reggio Calabria per 60 km ci sono 40 appalti. Che in Italia ci sia una questione - Sud è evidente: 20 milioni di abitanti che stanno peggio dei paesi più poveri dell'Unione. Il nord cresce, il sud molto meno, ma sia chiaro che il problema del sud non è la Lega, essa semmai è la soluzione, nella misura in cui il meridione sarà capace, grazie al federalismo, di liberarsi dal malgoverno".
Dal Pd arriva una decisa stroncatura. "Le misure approvate dal governo non danno una scossa alla economia, non le fanno nemmeno il solletico. Sono un insieme di norme astratte, ordinamentali", è il commento del segretario, Pier Luigi Bersani, che osserva: "Non c'e' niente di concreto. Se ci sara' una spinta dell'1.5% del PIL da queste norme io indosso il saio e vado ad Arcore a piedi. Queste norme non muovono neanche lo 0.15% del PIL. L'Italia ha bisogno di una nuova stagione di vere liberalizzazioni e non di propaganda".
Per Paola De Micheli "la scossa annunciata è l'ennesima bufala, questa volta creata con l'intento gettare un po' di fumo negli occhi e distogliere l'attenzione dagli scandali che riguardano il premier e soprattutto dalla sua incapacità di far fronte alla crisi. Se si volesse davvero infondere un beneficio alla nostra economia, la prima misura da adottare - sottolina la deputata del Pd - sarebbe lo sblocco dei pagamenti pubblici (risorse per 60 miliardi) e privati. E poi ci sarebbero le semplificazioni amministrative più urgenti: invece il governo ha aggiunto 12 nuovi adempimenti, costringendo le imprese a 2 pratiche burocratiche al giorno. Per non parlare della esigenza trascurata di una riforma fiscale che favorisca famiglie e imprese. L'inconcludente esito del consiglio dei ministri sull'economia dimostra che questo esecutivo non ha la forza per fare nulla: a dimostrarlo c'è il silenzio assordante di Tremonti".
Anche per il coordinatore della segreteria PD Maurizio Migliavacca si é di fronte a un "tentativo propagandistico non riuscito. Non ho mai sentito un imprenditore lamentarsi del fatto che gli é stato impedito di fare qualcosa dall'articolo 41 della Costituzione". Inoltre "i soldi sono sempre gli stessi, le liberalizzazioni una presa in giro. Ci vorrebbe ben altro, una svolta per sostenere i consumi sempre più anemici. Servirebbe un anticipo di riforma fiscale a favore delle famiglie a basso reddito e delle imprese che investono, e un federalismo vero e non delle chiacchere. Occorre dare respiro ai comuni, mettendoli in condizione di realizzare le opere più urgenti. E poi grandi liberalizzazioni che, dicono gli esperti, potrebbero veramente far aumentare il PIL di 1- 1.5 punti".
Anna Bertoli

da Libertà

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