Data: 11/08/2009
Sgombriamo, inanzi tutto, il campo da un presunto argomento "forte" del sindaco, che su queste colonne ci ha ricordato che "Piacenza si colloca all'ultimo posto in Emilia Romagna per numero di reati denunciati in rapporto alla popolazione nel 2008".
Invero questo risultato, seppure con percentuali diverse, è una costante da quando le rilevazioni vengono effettuate, quindi non c'è proprio nulla di nuovo sotto il sole.
Anzi, chi lo esibisce rischia uno scivolone: nelle due province, infatti, che hanno su per giù un numero di abitanti quasi uguali al nostro (Rimini e Ferrara), il numero di reati denunciati è percentualmente diminuito nel 2008, rispettivamente, del 17% e del 12,7% a fronte dell'8,6% rilevato nella provincia di Piacenza (nella confinante Parma la diminuzione è stata del 10,2%, mentre a Bologna del 12,5%).
Il che non significa che Piacenza sia una città fortemente insicura, ma neppure che rappresenta quell' Eden troppo spesso dipinto.
La verità è che il sindaco, ancora prima che la decisione fosse assunta, ha tuonato contro l'ipotesi di vedere schierati i militari del nostro glorioso II Reggimento Pontieri (insignito della cittadinanza onoraria proprio dal Comune di Piacenza) a fianco delle forze dell'ordine. Poi, quando la decisione è stata presa, ha tuonato contro il ministro La Russa per non averne comunicato la decisione (che spettava al ministro Maroni) al prefetto e al questore, arrivando a sostenere che la stessa costituiva un'operazione di facciata per fare dimenticare i tagli (ovviamente rigorosamente non citati) delle risorse destinate al comparto sicurezza.
A tacere di più banali amenità secondo cui l'assegnazione dei militari al nostro territorio era stata fatta per soddisfare le esigenze di visibilità di qualche parlamentare.
Peccato che poi, quando ha toccato con mano di essere isolato non dai partiti (alleati o avversari poco importa) ma dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica piacentina, con una giravolta tipica dei consumati ballerini, Reggi ha convenuto che i militari sono una risorsa aggiuntiva per il nostro territorio.
Una conclusione a cui - senza bisogno di quelle medaglie di ghiaccio evocate e tanto care a Reggi - chi scrive era arrivato fin dall'inizio della vicenda.
Ma anche per quanto attiene l'entrata in vigore del decreto del ministro dell'interno riguardante le associazioni di osservatori volontari - riduttivamente qualificate come "ronde" - il sindaco si è dilungato, su queste colonne, in valutazioni tutte politiche e piegate al proprio credo politico, quindi ispirate dal pregiudizio, anziché dal giudizio di merito.
Come può sostenere Reggi che dette organizzazioni prefigurano "una pericolosa privatizzazione della sicurezza, mettendo per la prima volta in discussione la dimensione pubblica del controllo sul territorio" non è dato di sapere. A tacere del fatto che mi risulta che qualche contratto oneroso con organizzazioni private che operano nel campo della sicurezza il Comune di Piacenza l'ha stipulato anche con Reggi sindaco.
Non si vede, quindi, per quale motivo il Sindaco di Piacenza deve esprimere un giudizio così negativo sulle associazioni di osservatori volontari che saranno costituite di cittadini che vorranno prestare attività di volontariato, gratuita e senza fini di lucro, con finalità di solidarietà sociale nell'ambito della sicurezza urbana. Gli stessi requisiti che i volontari dovranno possedere (età non inferiore a 18 anni, essere incensurati e non aderenza a movimenti, associazioni o gruppi aventi tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi) sono la migliore prova della estrema positività dell'iniziativa assentita dal Governo Berlusconi.
Ciò detto diventa difficile comprendere perché il sindaco - che pure dice di volersi avvalere del volontariato - finisce per discriminare all'interno di questo mondo, quasi che vi siano volontari "buoni" e volontari "cattivi".
Ora, senza alcun intento polemico, è troppo chiedere al sindaco di Piacenza di assumere in merito una posizione meno precipitosa ed animosa rispetto a quella riservata all'impiego dei militari nella nostra Città?
Tommaso Foti
