Data: 01/07/2008
PIACENZA - (pin) Inserita prima tra le pieghe del bilancio di previsione e poi assunta a punto di discussione vero e proprio, la modifica dello statuto di Sintra ha acceso il dibattito in consiglio provinciale. Nei giorni scorsi, come ha ricordato l'assessore provinciale alla comunicazione, Mario Magnelli, la società di servizi informatici ha approvato il proprio bilancio, sancito il passaggio da Spa a Srl e nominato un nuovo consiglio d'amministrazione. Atto dovuto, viste le non facili situazioni contabili della società, il cui 51% è in mano pubblica. Il passivo di 155mila euro (più il residuo di 40mila del 2006) è stato coperto praticamente estinguendo il capitale sociale, e lasciando la società a secco.
L'introduzione dell'assessore non è stata apprezzata dalla minoranza. «Prima di approvare un nuovo statuto - dice Roberto Pasquali (Fi) - si deve spiegare perché si è arrivati a questo punto ed aprire una riflessione seria per evitare il ripetersi degli stessi errori». Come osserva il consigliere, quelli compiuti dagli stessi soci che hanno lasciato «la società a briglie sciolte». Raimondo Magnani (Prc- indipendente) dice che voterà a favore del nuovo statuto, senza nascondere «che alzerò a fatica la mano per esprimere il mio assenso. Lo faccio solo per i dipendenti della società». «Forse la presentazione di questo punto, più che essere di competenza di Magnelli, doveva spettare all'assessore al bilancio che è assente - fa notare Tommaso Foti (An) -. E' possibile che si sia arrivati a questo punto senza sapere nulla? A me risulta che il presidente del collegio dei revisori dei conti si sia dimesso, dopo aver inoltrato reiterati avvisi della situazione in cui verteva la società».
Per Stefano Rattotti (Prc), Sintra ha scontato fin da subito il peccato originale di investimenti onerosi di start up nel 2000, circa 900mila euro per l'approntamento di un centro servizi e l'acquisto di licenze software, cui ha fatto seguito «la scelta poco oculata di far pagare i propri servizi caricando i soli costi di esercizio, e non quelli di ammortamento. Sintra poi ha dovuto rivolgersi a banche per potersi autofinanziare, dopo questo inizio tragico». Per Rattotti è positivo l'aver nominato un nuovo cda, e anticipa il voto favorevole con le stesse motivazioni di Magnani: tutelare i lavoratori. Adriana Bertoni (Ds) fa notare che anche nel bilancio di rendiconto della società apparivano chiaramente i segni della difficoltà economica di Sintra. «L'indebitamento della società - risponde Magnelli - è frutto, come ha detto Rattotti, delle spese di start up, e delle dimenticata vocazione imprenditoriale di Sintra, cui si è aggiunto anche il decreto Bersani (con i vincoli imposti per le partecipate, ndr). Ma io vi invito a credere ancora in questo progetto di impresa, in grado di fornire servizi informatici ai Comuni». Appello accolto dalla maggioranza, mentre Mario Vincenti (Gruppo misto), Giuseppina Rocca (Pensionati) si sono astenuti. La minoranza ha votato contro.
