Data: 30/06/2005
Il maglificio Maggi di San Giorgio, entrato in pieno nella crisi del comparto tessile che sta coinvolgendo purtroppo tutto il "made in Italy", riesce a prolungare il periodo di cassa integrazione straordinaria per le sue 29 dipendenti: lo fa grazie ad un accordo siglato al Ministero del lavoro che ha visto l'intesa di sindacati di categoria, proprietà e Associazione industriali, Comune di San Giorgio e Provincia. Il maglificio aveva messo in cassa integrazione le addette sin dal maggio del 2004: la scadenza del periodo precedente alla messa in mobilità era fissata per il 25 maggio. Con l'accordo raggiunto a Roma si prolunga invece fino alla fine dell'anno, appoggiandosi, caso unico nel Piacentino, ad un provvedimento governativo legato alla Finanziaria 2005.
«Il provvedimento di Governo - chiarisce Paolo Astorri dell'Associazione industriale - concede la proroga in via eccezionale. Si è colta l'occasione per applicarlo al caso Maggi. L'azienda un anno fa era stata costretta dalla crisi alla cassa integrazione per 29 dipendenti e alla mobilità volontaria (con successivo pensionamento) per altre 5». «Questa proroga non è la soluzione - afferma Floriano Zorzella della Cgil, venerdì a Roma per la firma dell'intesa -. Certamente però dà una boccata di ossigeno nella ricerca di alternative occupazionali. Abbiamo un semestre in più per poter gestire al meglio la situazione. Il risultato premia l'impegno di tutti i soggetti che hanno concorso all'intesa». L'intesa siglata nella Capitale, aggiunge, affonda in realtà le radici nel terreno preparato dal protocollo di intesa sottoscritto in Provincia lo scorso aprile. «Vi erano già tracciati gli impegni futuri - dice Claudio Consiglieri, sindaco di San Giorgio -. E' stato questo accordo che ha permesso a industriali e sindacati di presentare la richiesta di proroga fino alla fine dell'anno». Esprime soddisfazione il parlamentare piacentino Tommaso Foti (An) come il sottosegretario Pasquale Viespoli «Come mi ha confermato il sottosegretario - scrive Foti in una nota - l'accordo prevede che la Maggi riassorba in seguito parte del personale, così come previsto dal piano di risanamento». Si parla di una decina di addette che verrebbero riassorbite in azienda. Per il resto? C'è già pronto un piano di formazione studiato dalla Provincia, che verrà gestito dall'ente di formazione degli industriali di Piacenza. Valuta positivamente «il riconoscimento del Ministero del lavoro» l'assessore provinciale alla formazione Nando Tribi: «La proroga ci consente di avere margini di tempo più lunghi per mettere in campo una serie di azioni sia per chi resterà alla Maggi, sia per chi sarà ricollocato». Su questo secondo fronte la Provincia programma una formazione su tre livelli: «Per le lavoratrici che lavoreranno ancora nel comparto tessile, con una riqualificazione, per le donne che saranno collocate in un diverso settore produttivo. E un'ulteriore azione formativa individuale attraverso i voucher per le lavoratrici che vogliano acquisire competenze trasversali da spendere autonomamente sul mercato».
da Libertà
