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Sopralluogo dei vertici della Sogin. Nuova centrale? Ipotesi remota ma non esclusaArturo, di certo c'è la dismissione

Data: 12/11/2010

Caorso - Avanti tutta con la dismissione di "Arturo"; anzi, si cerca di premere sull'acceleratore. Non si tratta di buone speranze, di proposte dell'ultimo momento, né di voci ufficiose: a sgombrare il campo da possibili dubbi sono proprio gli stessi vertici di Sogin, in visita ieri pomeriggio alla centrale nucleare di Caorso. Il presidente di Sogin Giancarlo Aragona e l'amministratore delegato Giuseppe Nucci hanno visitato l'impianto accompagnati dal project manager della centrale Emanuele Fontani: nel loro tour, i responsabili hanno preso visione dei cantieri in corso (relativi al trattamenti di rifiuti pregressi e allo smantellamento dell'edificio ospitante la turbina), apprezzando il lavoro svolto e visitando la Scuola di Radioprotezione e Sicurezza nucleare che si trova all'interno della stessa centrale e rappresenta un fiore all'occhiello di rilevanza nazionale. Nel pomeriggio, invece, i responsabili di Sogin si sono recati in Prefettura, dove hanno incontrato il prefetto Silvana Riccio, il sindaco di Caorso Fabio Callori, il presidente della Provincia Massimo Trespidi e l'onorevole Tommaso Foti. «È la prima volta che incontriamo il prefetto, al quale abbiamo spiegato la situazione di Caorso e le sue prospettive» spiega l'ad Nucci felice di essere tornato a Piacenza tanto da concludere la giornata con amici e un buon piatto di tortelli. Il presidente Aragona (alla sua prima visita ad "Arturo"), ha sottolineato in particolare l'importanza del «dialogo con le istituzioni locali, fondamentale per svolgere correttamente il nostro lavoro. Consideriamo questa prima visita come un segno di attenzione verso il territorio e un impegno da parte nostra a sviluppare rapporti di valore con la comunità locale». Ma al di là degli incontri ufficiali, in questi momenti di dibattito acceso sul nucleare e di mezze verità, conta di più l'impegno chiaro e deciso. "Arturo" resta ("in atto") un edificio da smantellare oppure ("in potenza") l'inizio della nuova stagione nucleare italiana?
ADDIO AI FUSTI, IN TEMPI BREVI «Per quel che ci riguarda, i tempi di dismissione sono del tutto rispettati» spiega Nucci, commentando il successo del trasporto delle barre radioattive verso la Francia, conclusosi alla fine di giugno. Ma ora, rimangono da smaltire ancora 8.279 fusti a media - bassa radioattività. «La loro dismissione fa parte di un progetto già messo in campo da tempo: e con quello continuiamo, senza alcuna variazione. Ma stiamo anche spingendo per un nuovo piano industriale, in base al quale vogliamo imprimere al processo un'ulteriore accelerazione. Entro qualche mese, dovremo essere in grado di anticipare la fase di dismissione dei fusti».
«NUOVA CENTRALE? NOI SMANTELLIAMO» Tuttavia, Efd ed Enel, per il loro dossier sulla ricerca dei possibili siti "papabili" per ospitare nuove centrali, starebbero studiando nuovi impianti che non necessitano di grandi quantitativi d'acqua; che vorrebbe dire: trasferirsi dalla costa marittima al corso del Po. «Sappiamo che sono allo studio diverse ipotesi» aggiunge l'amministatore delegato. «Noi al momento siamo estranei a tutto ciò, ma non è escluso che ci possano essere novità. Noi, per il momento, pensiamo solo a smantellare: e, personalmente, quella della dismissione totale mi sembra l'epilogo più probabile della centrale». Quindi nessun pericolo per Caorso? «Se la centrale c'è già stata, significa che una possibilità rimane. Ma ciò non basta a dire "facciamone un'altra". Servirebbe uno studio di fattibilità nuovo, perché nel frattempo molte cose sono cambiate: a partire dalla portata d'acqua del Po, sempre meno costante».
UNA DISMISSIONE "LOCALE" - Al di là degli scenari futuri, il sindaco di Caorso Callori si è detto soddisfatto dell'incontro di ieri, in particolare sulla possibilità di coinvolgere nelle fasi di decommissioning anche imprese ed aziende del territorio. «Ho avuto il piacere di conoscere il presidente Aragona, che ha riconfermato tutto ciò che già da tempo si va dicendo, con il proseguimento della dismissione e della scuola di radio-protezione, escludendo possibili sospensioni dei lavori» ha precisato. «In più hanno assicurato il loro impegno nel coinvolgimento del territorio caorsano e delle sue imprese nel processo di dismissione, cosa che abbiamo sempre richiesto fortemente. Siamo partiti col piede giusto, e la cosa non può che farmi piacere».
Cristian Brusamonti

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