Data: 16/11/2005
Inquinamento ambientale nella zona Colombarola di
Sordello. Su questo tema il Ministero dell'Ambiente ha risposto ieri in commissione ambiente all'interrogazione presentata dagli onorevoli Tommaso Foti (Alleanza Nazionale) e Giorgio Conte, da cui emerge che non sarebbe la Civardi la ditta ad emettere inquinati in atmosfera,
ma un'ulteriore ditta di cui, nella risposta, non fa il nome.
La zona in questione non rientra nel territorio urbanizzato,
chiarisce il ministero alla luce del vigente Piano regolatore, e pertanto non vi è alcun divieto a rilasciare permessi a costruire relativi alle attività in questione. Visti però i diversi esposti- denuncia presentati, sia presso la stazione dei carabinieri di San Nicolò, sia all'Arpa, dove si lamentano diverse patologie (mucosità faringea, gastralgia, disturbi intestinali e bruciore agli occhi e alla gola) che hanno colpito alcuni residenti della zona, personale
dei carabinieri e dell'Arpa ha effettuato i dovuti controlli.
All'interno dell'area è stato rilasciato, spiega il ministero,
permesso di costruire, a nome della ditta Civardi srl, un capannone da utilizzare come laboratorio artigianale (attività di verniciatura) e uffici. Lavori conclusi nel gennaio del 2004. Nel luglio del 2004 da un sopralluogo è emerso che la ditta aveva dato inizio alle operazioni di grassaggio, sabbiatura e verniciatura, attivando quattro condotte di emissione senza essere in possesso della prescritta autorizzazione. Un fatto dio cui è stata informata
l'autorità giudiziaria. Pochi giorni dopo, in un tempo record di 8 giorni, l'amministrazione provinciale autorizzava quattro punti di emissione, quelli relativi alle emissioni generate dalle attività di sgrassaggio, granigliatura e verniciatura ad alto solido, con vernici, quindi, che presentano una componente minima di solvente
intorno al 2%. Ma l'ultima autorizzazione necessaria risalirebbe a circa un mese e mezzo fa. La parte dell'istanza relativa al rilascio dell'autorizzazione per le emissioni collegate alle cabine di verniciatura - spiega infatti il ministero - dove si impiegano vernici al solvente, è stata invece esame di riesame alla luce del decreto del ministero dell'Ambiente (recepimento direttiva 1999/13/CE
relativa alla limitazione della emissione di composti organici
volatili di talune attività industriali) ed è stata rilasciata solo
in data 30 settembre 2005.
Il ministero riferisce poi di un rilevamento effettuato a febbraio. I dati analitici - dice - non hanno evidenziato sostanziali differenze di concentrazione tra le postazioni di rilevamento e molte delle sostanze rilevate sono, di fatto, riconducibili a più punti di emissione. alcuni inquinanti rilevati non compaiono nelle schede tecniche dei prodotti utilizzati nel ciclo tecnologico della ditta oggetto di indagine. Tutte le acque meteoriche raccolte dalla Civardi
srl vengono convogliate nel Rivo Calendasco tramite rete dedicata e previo passaggio in idoneo impianto di trattamento di prima pioggia.
Il controllo effettuato sui piazzali soggetti a dilavamento non hanno evidenziato la presenza di materiali tali da generare il rilascio di inquinanti. L'Arpa, aggiunge il ministero, ha provveduto ad estendere il controllo alle aziende del comparto produttivo la Colombella, per
individuare le emissioni inquinanti. L'indagine dell'Arpa - conclude il ministero nella risposta - ha portato all'individuazione di una ulteriore ditta che, potenzialmente, potrebbe contribuire alle emissioni nella zona.
Chiarito anche che non sono stati accesi procedimenti penali in ordine ad eventuali illeciti commessi nella gestione dell'iter burocratico relativo al rilascio della concessione edilizia per la realizzazione dello stabilimento della ditta Civardi. Esiste invece una pendenza a carico della ditta per aver attivato nel luglio del 2004 emissioni in atmosfera senza autorizzazione.
da La Cronaca
