Data: 02/08/2010
Questa volta la scelta non dovrebbe slittare più, nonostante la situazione rispetto alla settimana scorsa non si sia data un'effettiva scrollata per giorni. Sarebbe invece al suo rush finale con il nome di Luca Quintavalla come nuovo presidente di Tempi. Fatto sta che, una volta tanto, i partiti - almeno nel loro coinvolgimento - sembrano essere stati tagliati fuori e si ridurrebbe tutto a un faccia a faccia tra il presidente Massimo Trespidi e il sindaco Roberto Reggi, entrambi fuori città. Non a caso è il 2 agosto anche per i politici ma il presidente di Tempi ci sarà e con lui anche il nuovo cda, dimezzato o no del suo stipendio.
Almeno così sostiene chi è rimasto in città, ricevendo le direttive da chi - sempre e solo i numeri uno di palazzo Mercanti e corso Garibaldi - stamattina dovrebbe fare l'ultimo confronto telefonico e sciogliere ogni dubbio. L'«ora x» è fissata per le 18,30 di oggi e a fare le veci di Provincia e Comune saranno gli assessori Paolo Passoni e Pierangelo Carbone. I partiti avrebbero avuto le gambe tagliate a livello di coinvolgimento ma i nominativi rispecchieranno un orientamento di centrodestra e centrosinistra: «Un giusto connubio tra politica e tecnica» lo definisce Trespidi. La triade papabile proposta da casa Lega Nord (Luigi Merli, Guido Guglieri e Daniele Rampini) perde già alcuni pezzi e Guglieri si sarebbe ritirato dalla rosa di nomi.
In ogni caso, il cda che dovrebbe uscire oggi dal confronto avrà poi tempo una decina di giorni per accettare l'incarico anche se i giochi dovrebbero essere ormai fatti. Ma il dado non è ancora del tutto tratto: fino a poche ore fa era ancora aperta l'ipotesi di aprire nel futuro di Tempi un cda "a cinque", previsto tra l'altro dallo Statuto, così come era ancora in prima linea il balletto per il presidente (Quintavalla, il nuovo "meccanico" dell'azienda, avrebbe cambiato idea più volte, attinto dal serbatoio dell'Università cattolica e parte dello staff di Vittorio Silva) e l'assalto alla diligenza dei partiti al ruolo di più consiglieri possibili.
Insieme ai cittadini che viaggiano sui pullman, aspettano di sapere i nomi anche gli esponenti di spicco dei partiti. L'onorevole Tommaso Foti del Pdl parla chiaro: «Saprò dal giornale i nominativi proposti». E così anche Marco Bergonzi del Pd: «Non ne sappiamo niente, la Provincia aveva strepitato per la rimozione del vecchio cda ma adesso mi sembra si perda tempo».
Anche le realtà sindacali, come conferma Antonio Colosimo della Cisl, sarebbero dovute essere coinvolte ma sono in attesa: Marco Efori della Cgil rilancia la necessità di «capire cosa si voglia fare dei lavoratori e dell'azienda. Questa azienda ha bisogno di competenze, di persone che vogliano metterci le mani».
el. ma
