Data: 05/08/2009
Si arroventa la polemica politica sull'annunciato arrivo di soldati schierati sulle strade della città. A incrociare le lame sono il sindaco Reggi e il deputato del Pdl Tommaso Foti, mentre l'onorevole leghista, Massimo Polledri, si candida a un ruolo di pompiere invocando, in tema di sicurezza, la cessazione delle ostilità.
annunci e polemiche Nel ribadire (v. Libertà di ieri) che né lui, né il prefetto e il questore, hanno avuto sino a ieri mattina nessuna comunicazione dal governo sull'inserimento di Piacenza nell'operazione "Strade sicure" - si tratta di 51 soldati del Genio pontieri che saranno schierati a presidio di punti della città giudicati sensibili sul fronte della sicurezza -, il sindaco in un'intervista ha definito come «dato non positivo che i rappresentanti delle istituzioni locali non abbiamo ricevuto alcuna informazione»: «Non vorrei fosse questo il nuovo federalismo», ha aggiunto, «in realtà è una dimostrazione micidiale di centralismo».
spot pubblicitario Se Reggi non ha nulla contro l'arrivo dei soldati («Se ci verrà comunicata questa disponibilità dei militari, sarò contento di avere del personale in più»), non nasconde d'altra parte un giudizio severo sulla filosofia di un'operazione che bolla come «pura immagine per coprire i tagli al settore della sicurezza» dal momento che «il problema vero è che questo governo ha tagliato risorse alle forze di polizia: dal 2008 al 2009 mancano 451 milioni per la pubblica sicurezza e 170 per il soccorso civile, per questo non si può vantare di aver dispiegato alcuna risorsa aggiuntiva». «Non ha alcun senso levare risorse per far fare bella figura a qualche parlamentare», incalza polemico Reggi, «io contesto questo fatto, non la presenza dei militari nelle strade. Speriamo che questi non siano agli ordini di Roma e che conoscano il nostro territorio».
comunicazioni regolari A stretto giro di posta è arrivata la replica di Foti: «Smentisco categoricamente quanto affermato dal sindaco, improvvisato quanto non richiesto ventriloquo di prefetto e questore. Il signor prefetto, infatti, nella duplice funzione di autorità preposta all'attuazione delle direttive ministeriali e al coordinamento delle forze di polizia e di responsabile provinciale dell'ordine e della sicurezza pubblica è stato puntualmente e tempestivamente informato dai competenti uffici del ministero dell'Interno dell'assegnazione dei 51 militari. Non solo ma la comunicazione fornisce utili indicazioni in ordine al loro utilizzo».
reati diminuiti Il parlamentare del Pdl rimprovera al sindaco l'accusa di operazione di immagine: «Definire d'immagine l'operazione città sicure significa trovarsi - ma a Reggi capita da diverso tempo - in grave stato confusionale. Proprio l'attivazione di più strumenti operativi, tra i quali l'impiego dei militari a supporto delle forze dell'ordine», continua Foti, «ha consentito, infatti, di abbattere radicalmente quest'anno rispetto al 2007 il numero dei reati denunciati».
risorse aggiuntive «La verità», secondo Foti, «è che il governo Berlusconi - a differenza del predecessore Prodi - ha messo in campo risorse di personale aggiuntive, quali i militari, per contrastare la criminalità. Quale esponente del centrodestra sono orgoglioso che a Piacenza si potranno a breve vedere per le strade militari professionisti operare unitamente alle forze dell'ordine per la sicurezza dei piacentini. Della loro presenza infatti si devono preoccupare solamente i delinquenti e coloro che, come Reggi, temono di subirne un contraccolpo sul piano politico».
tregua sulla sicurezza A invocare una cessazione delle ostilità è stato, si diceva, l'onorevole leghista Massimo Polledri: «Sulla sicurezza basta scontri, i militari e le forze dell'ordine sono a servizio di tutti», si legge in un comunicato, «questo gioco al massacro con gli enti locali deve finire, la Lega non ci sta». «Non ci si può scontrare sempre a prescindere, la sicurezza», continua il parlamentare del Carroccio, «ha bisogno dell'aiuto di tutti, nell'interesse di tutti».
l'impegno del governo Polledri osserva che «il governo ha recentemente stanziato 100 milioni di euro da destinarsi ai Comuni per progetti specifici, a un anno dal suo insediamento ha confiscato beni alle mafie per 3,3 miliardi di euro e li ha in parte destinati alle forze dell'ordine, ha varato un pacchetto di misure ad ampio raggio, con interventi specifici per il contrasto a: immigrazione clandestina, criminalità organizzata e diffusa e per garantire sicurezza stradale e decoro urbano». Morale dell'onorevole leghista: «Ora basta scontri, guardiamo avanti. Il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, deciderà dove impiegare i militari. Ognuno, ora, faccia il suo dovere».
lo scetticismo del pd A insinuare dubbi sull'opportunità di scegliere i soldati per compiti di presidio del territorio è il segretario del Pd Paolo Botti: «Certamente preparatissimi i militari del nostro Genio pontieri di cui è nota l'alta specializzazione nella costruzioni di opere e ponti» e però «al di là del corpo di appartenenza dei militari che saranno impiegati è evidente come l'addestramento e anche le attrezzature in dotazione all'esercito non siano certamente le più adeguate per svolgere un'attività di pubblica sicurezza per le strade di una città delle nostre dimensioni».
i costi per la comunità «Da noi infatti non ci sono ambasciate, consolati o altri obbiettivi particolarmente sensibili dove i militari possono eventualmente sostituire le forze di polizia liberando agenti da impiegare sul territorio», sostiene Botti: «In città come le nostre esiste la necessità di incrementare la presenza di forze dell'ordine per le strade, nei giardini, sui mercati assegnando loro le risorse adeguate per svolgere al meglio il loro compito. Polizia, carabinieri, guardia di finanza, agenti comunali e provinciali hanno le professionalità e la preparazione per assicurare ai piacentini la loro sicurezza. Mi chiedo perché si continuano a sprecare risorse preziose disperdendo le energie in mille rivoli prima con le ronde ed ora con l'esercito anziché concentrare le forze investendo su chi è preposto a garantire convivenza civile e sicurezza dei cittadini? La proposta potrebbe essere di assegnare alle forze dell'ordine del territorio l'equivalente delle spese sostenute per impiegare l'esercito. Sono certo che a parità di costi si avrebbe un beneficio per tutta la comunità».
Rifondazione attacca Critica anche la segretaria cittadina di Rifondazione, Elena Anelli, che parte dal dato dei reati in calo dell'8,6% a Piacenza diffuso dal Viminale per affermare che «non ha senso quindi l'utilizzo di forze armate nella nostra città». Parla di «spot pubblicitario del governo che continua a cercare consenso creando "allarme insicurezza" nei cittadini, uno spot che, per ben che vada, si tradurrà in una pagliacciata; sempre che le forze dell'ordine riescano a far fronte anche all'ulteriore impegno di badare che i soldati, privi dell'adeguata preparazione e per giunta armati, non combinino guai. Una soluzione potrebbe essere quella di impiegare i soldati a curare le ronde e viceversa».
gu. ro.
