Camera

Una decina, con Daniele Gardi, al raduno di Mirabello«Da Piacenza con Fini convinti della
sua scelta». Ma Foti: dov'è la lealtà?

Data: 07/09/2010

(mir) C'era anche una decina di piacentini tra le persone che hanno partecipato alla festa di Mirabello in cui il presidente Gianfranco Fini ha tenuto il suo attesissimo discorso. «E' stata un'esperienza molto coinvolgente - spiega l'avvocato Daniele Gardi - in cui abbiamo sentito parlare di vera politica, di idee, di valori e di libertà. E' un dato di fatto che Fini nei mesi scorsi è stato messo alla porta e attaccato in maniera ignobile, anche i commenti al suo discorso sono stati in cattiva fede. Noi, invece, proseguiamo con coerenza e serietà, ovviamente molto dipenderà dalle decisioni che i vertici del Pdl e della Lega Nord prenderanno nei prossimi giorni».
Qualcuno ipotizza già qualche lista "finiana" alle prossime elezioni amministrative. «E' troppo presto per dirlo - precisa Gardi - ci sono troppi mesi davanti: la proposta di un patto di legislatura per sostenere l'azione di governo è concreta e reale, bisogna vedere come risponderanno Berlusconi e i suoi. Noi siamo comunque tornati da Mirabello molto orgogliosi e convinti della scelta che abbiamo fatto, siamo pronti a organizzarci nel caso ci caccino. Vedremo anche cosa accadrà con i nostri rappresentanti che occupano cariche in quota Pdl». Generazione Italia Placentia in un lungo documento (v. pagina 45) ribadisce comunque fedeltà al centrodestra di Futuro e Libertà, anche nel caso si trasformi in un partito vero e proprio.
Non a tutti però le parole di Fini hanno suscitato entusiasmo. Il parlamentare piacentino del Pdl Tommaso Foti non è tenero nel commentarle: «Ha criticato e svillaneggiato il Pdl e Berlusconi per il 97 per cento del tempo, per il restante 3 per cento se l'è presa con il governo, in cui tra l'altro siedono diversi suoi rappresentanti. Forse si è dimenticato che per chi sta nel centrodestra gli avversari sono dall'altra parte, invece non ho sentito nessuna parola contro la sinistra. Per me è stata una giornata triste politicamente e personalmente, perchè dopo 28 anni non ho preso parte alla festa di Mirabello, mentre c'era gente che non ne conosce nemmeno il significato originale». Il presidente della Camera ha dichiarato la morte del Popolo della libertà. «Non credo che spetti a lui poterlo fare - ribatte Foti - perchè anche se ne è stato fondatore formale nel 2009, non si dimentichi che il Pdl è nato nel 2008 grazie al voto di milioni di italiani. E poi mi chiedo come si possa stare in un partito che si ritiene defunto? E' una questione di logica e di lealtà, prima ancora che di coerenza. Tra l'altro molte critiche, anche a livello locale, arrivano da chi non è neppure iscritto, quindi frutto di pregiudizi e cattive informazioni. E quando sento parlare di meritocrazia e di cambiamento della legge elettorale - conclude l'onorevole piacentino - mi chiedo come si sentano quei finiani che sono in parlamento o al governo solo perchè nominati, senza meriti elettorali o amministrativi che altri, come il sottoscritto, possono senza dubbio vantare perchè votati a più ripese dai cittadini».

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