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Vicobarone; Strada della chiesa, proprietario inadempiente, i lavori li faccia l'Amministrazione

Data: 18/11/2006

La strada della chiesa, involontaria protagonista della diatriba tra il castellano e l'intera cittadinanza di Vicobarone, torna a far parlare di sé. O meglio, è l'onorevole Tommaso Foti che con un'interrogazione ai ministri dell'Interno, della Giustizia e dei Beni e le Attività culturali, riporta in auge la questione. Che vede l'accesso alla chiesa ancora interdetto (se si esclude uno stretto corridoio pedonale) questa volta (la querelle va avanti da anni) per l'esecuzione di lavori di messa in sicurezza dello stabile del castellano risultante in alcune parti pericolante.
L'esponente di Alleanza nazionale ricorda nell'interrogazione che il Comune di Ziano aveva emesso un'ordinanza nell'agosto scorso nei confronti dei proprietari del fabbricato stabilendo un termine entro il quale andavano effettuate le opere provvisionali utili a scongiurare pericoli e a riaprire quindi la strada. Foti osserva come l'Amministrazione comunale avesse altresì concesso ai medesimi proprietari una proroga estiva per l'adempimento dell'ordinanza. A tutt'oggi il Comune «non risulta aver adottato alcun altro provvedimento, nonostante l'avvenuta scadenza di tutti i termini per adempiere fissati nell'ordinanza stessa». Definiti - nell'interrogazione parlamentare - i proprietari «largamente inadempienti», Foti si domanda come mai il Comune non abbia adottato alcun atto per adempiere a quanto nell'ordinanza ingiunto in sostituzione appunto dei proprietari. Il parlamentare piacentino fa notare che si poteva benissimo erigere una palizzata di protezione verso il sagrato («assoluta l'esiguità della spesa») e che all'adempimento sostitutivo da parte dell'Amministrazione «non possono ostare eventuali ragioni di bilancio, posto che il Comune di Ziano potrebbe facilmente procurarsi i mezzi necessari con la contrazione di un mutuo con un qualsiasi istituto bancario e la contemporanea iscrizione di ipoteca sul (largamente capiente) fabbricato in questione o, comunque, iniziando l'esecuzione immobiliare per il recupero delle necessarie spese sul già citato fabbricato».
Ricordate le ragioni di ordine pubblico che dovrebbero imporre al Comune di agire con sollecitudine, Tommaso Foti chiede di sapere dai ministri sopracitati «quali atti abbia assunto, nella vicenda, il prefetto di Piacenza anche in ordine ai poteri eventualmente di sua competenza stabiliti dal Codice della strada; «se risultino aperti i procedimenti avanti l'autorità giudiziaria penale (sia a termini del codice penale, articoli 650 e 677, sia a termini del codice della strada)»; «se risultino aperti procedimenti avanti la competente autorità per l'eventuale irrogazione delle sanzioni amministrative regolate dall'articolo 30 del codice della strada (relativo a fabbricati, muri e opere di sostegno) e se il Comune ed, eventualmente, i vigili del fuoco interventuti abbiano provveduto alle segnalazioni del caso; «se la competente Soprintendenza sia intervenuta, con quali atti, eventualmente anche sostitutivi, trattandosi di immobile vincolato e alla luce delle norme di tutela e conservazione di cui al vigente codice dei beni culturali».

da La Cronaca

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