Rassegna Stampa

'Caro centrodestra rispondi o addio noi Liberali vogliamo netta discontinuita''

Data: 24/02/2022

IL COLLOQUIO / CORRADO SFORZA FOGLIANI

Il leader storico chiarisce: «Resta la nostra prima scelta, ma il tempo stringe. Diversamente chiederemo garanzie programmatiche ad altri»

Le voci di questi giorni sono le più disparate. Se si dà retta ad alcune, i Liberali piacentini sarebbero sempre più lontani dal centrodestra. Stando ad altre, potrebbero mettersi alla testa di un terzo polo moderato anti- Barbieri. Altre ancora, clamorose, li vedrebbero addirittura già alleati al primo turno con il centrosinistra in caso di candidatura di Katia Tarasconi. Fino ad oggi, ogni tentativo di saperne di più, è rimbalzato contro un muro di « no comment ». « Ma voi chiamatemi e io sono disponibile a spiegarvi». Inizia così il colloquio con Corrado Sforza Fogliani, leader storico dei Liberali piacentini, per avere lumi sulle scelte della sua forza politica in vista delle imminenti elezioni comunali. Pur essendo impegnato a Roma in una serie di incontri, anche con ministri, per i suoi incarichi al vertice di Abi e Assopopolari, il tempo per rispondere sulla politica piacentina Sforza Fogliani lo trova.

«La prima scelta» 
Già dalle prime battute si capisce che la prima scelta dei Liberali resta quella del centrodestra. «Come abbiamo sempre detto, i nostri attuali alleati in consiglio comunale hanno la precedenza. Però stiamo ancora aspettando quelle famose risposte. E' evidente, però, che non possiamo di sicuro aspettare fino al giorno prima delle elezioni. E se non dovessero arrivare, prenderemo atto che non c'è la disponibilità al dialogo auspicata e di conseguenza faremo le nostre scelte. A quel punto andremo dove accetteranno le nostre richieste programmatiche» dice Sforza Fogliani.

«Ci vuole discontinuità» 
Già, le risposte. A chiedergli delucidazioni su quali siano le questioni irrisolte sul tappeto, non si sottrae « E' evidente che noi chiediamo al centrodestra discontinuità rispetto all'andamento della giunta Barbieri. Non è certo un mistero che, nel corso del mandato, tra noi e l'amministrazione comunale non sono mancate le frizioni, talvolta anche piuttosto accese. E non certo su punti banali, bensì fondamentali». Quali, in particolare? « Penso ad esempio al fatto che in questi anni sono state a volte bloccate concessioni urbanistiche che a nostro avviso hanno configurato una lesione di diritti. Ed infatti tante volte il capogruppo Antonio Levoni, seguendo l'indicazione della nostra Associazione Liberali Piacentini, non ha votato a favore della stessa amministrazione. Diversamente da quanto fatto dal suo collega Gian Paolo Ultori che invece non le ha seguite in violazione, a nostro avviso, del principio liberale dello stato di diritto. E il risultato è sotto gli occhi di tutti ».

Assessori e dirigenti 
Distanze programmatiche da colmare, dunque. Ma anche sulla composizione della prossima giunta, in caso di vittoria alle elezioni. «Abbiamo proposto che alla sindachessa (la chiama sempre così-ndr) i partiti segnalino 10-20 nominativi tra cui lei possa poi scegliere quelli che ritiene migliori e di sua fiducia. In questo modo, noi pensiamo che si eviterebbero gli errori del 2017». A questo punto Sforza Fogliani ag- « Diciamolo, allora la scelta degli assessori non è stata delle più felici. Così come quella di alcuni dirigenti collocati in settori nevralgici della macchina comunale. Pensiamo che queste scelte vadano concordate prima».

Il telefono non squilla 
Eppure ad oggi il telefono dei Liberali non è ancora squillato. Fino a qualche settimana fa sembrava esserci un ponte con il deputato Tommaso Foti (FdI). « Dovevamo vederci per un incontro nei giorni scorsi. però è saltato perché nel frattempo Foti si è ammalato di Covid e quindi ha avuto altre cose a cui pensare. Ho visto che è tornato in Parlamento e che, ieri l'altro, è stato autore di un bell'intervento alla Camera. Spero stia meglio e di potergli parlare al più presto. Di sicuro lui era stato l'unico a farsi vivo». Nessun contatto, invece, con la sindaca Patrizia Barbieri che, nel frattempo, ha annunciato la propria ricandidatura. «Con Barbieri ci salutiamo cordialmente, ma incontrandola non mi ha mai detto nulla» aggiunge Sforza Fogliani.

I tempi 
Quindi saremmo ormai in piena zona Cesarini. E allora viene da chiedere fino a che pungiunge: to i Liberali siano disposti ad attendere ancora: « Beh, basta fare due conti. Se le elezioni si terranno a inizio-metà giugno, come ormai credo, basta andare a ritroso. Manca di fatto poco più di un mese per le liste e per sbrigare tutte le incombenze. Il centrodestra, se intende fare un passo verso di noi, non può certo prendersi tutto questo tempo ». In caso di silenzio «saremo costretti a fare altre scelte sempre su punti programmatici».

Terzo polo? 
La domanda viene dunque naturale: i Liberali - come ormai si dice da diverse settimane possono diventare il cuore di un terzo polo anti-Barbieri? Sforza Fogliani risponde scherzosamente: « Lasciamo i poli al Nord e al Sud. Vedremo. Non poniamoci i problemi prima che ci si parino davanti».

Tarasconi e la cena 
Quanto allo scenario configurato da alcuni in questi ultimi giorni, e cioè un possibile dialogo aperto col centrosinistra a guida Tarasconi, Sforza Fogliani trova il modo di sorridere. « Non vedo Tarasconi dai tempi di quella cena a cui voi avete concesso la prima pagina» dice riferendosi all'incontro privato al Twin Fish con la consigliera regionale e con il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi. « Da allora le assicuro che non l'ho mai più vista né sentita. Posso però dire che se ha accettato di candidarsi sono contento perché significa vi sia una sua disponibilità di spirito e che sta meglio. E di questo ne sono davvero lieto. Su tutto il resto, come le ho detto, vedremo».

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