La nuova scommessa politico-culturale di Colosimo, "Conservatori e sovranisti"
Nel logo, la lupa e il tricolore.
Nel concetto, il richiamo a una
cultura identitaria che vuole essere conservatrice, ma non reazionaria. E sovranista, ma non
primatista, nella cornice dell'Europa dei popoli. Nasce da queste
premesse "Conservatori e Sovranisti", la nuova scommessa politico-culturale di Marco Colosimo,
ex consigliere comunale reduce
dall'ultima campagna elettorale
alle amministrative con Liberi di
Massimo Trespidi. Per il presidente della neonata associazione che
ha tenuto ieri il proprio battesimo
al ridotto del Teatro Municipale
con ospite Francesco Giubilei della Fondazione Tatarella, non si
tratta di una svolta a destra, «piuttosto di un progetto in continuità
con il mio credo politico. Essere
di destra oggi non significa votare la Lega di Salvini, ma credere in
uno sviluppo industriale che investe nelle grandi opere e crede
nella famiglia e nel lavoro». Grandi opere che toccano da vicino anche l'attualità politica piacentina,
impegnata nel dibattito sulla vendita delle azioni Iren proprio per
sbloccare importanti investimenti: «Alla giunta Barbieri vanno i
miei più grandi auguri di buon lavoro. Ben venga la vendita se serve a favorire lo sviluppo di un progetto culturale a Piacenza come il
rimodernamento della Galleria
Ricci Oddi, e di nuove infrastrutture, come asili e scuole».
Da Prezzolini a Montanelli, passando per Tomasi di Lampedusa,
Flaiano e Longanesi. Queste le figure a cui il movimento dei conservatori si ispira per il recupero
e l'attualizzazione di una cultura
di destra che faccia da apripista
ad un nuovo progetto politico.
Progetto che incuriosisce – stando alle presenze in sala – diversi
esponenti di Fratelli d'Italia come
Andrea Gabbiani, Giancarlo Tagliaferri e Tommaso Foti. «Vogliamo riscoprire un'etica nell'economia – spiega Giubilei - che guardi al profitto e al libero mercato,
ma non alla speculazione. Incentivando l'impresa privata e opponendosi a una visione assistenziale. Crediamo in una classe dirigente altra, che recuperi valori come l'interesse nazionale e le radici cristiane».
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