L'INTERVISTA: PIETRO PISANI /SENATORE DELLA LEGA NORD
«Darò tutto il mio contributo
affinché Roma ascolti di più i problemi
di Piacenza».
Da oggi (inizio seduta ore 16) un
altro parlamentare oltre a Tommaso
Foti (Fdi) siederà tra i banchi
del consiglio comunale: è il senatore
leghista Pietro Pisani che
entrerà in aula come primo dei
non eletti in sostituzione dell'ex
capogruppo Stefano Cavalli,
quest'ultimo scelto dal sindaco
come assessore al commercio, allo
sport, alle politiche per la famiglia
e ai rapporti con il consiglio
comunale.
Militante nel Carroccio dal 1994,
artigiano in pensione di Gragnano
di 65 anni, Pisani si era imposto
nel collegio uninominale al Senato
nelle elezioni politiche del 4
marzo con 113.773 voti (45,14%).
Curriculum ricco al servizio della
Lega: segretario provinciale per
otto anni e presidente della Lega
in Emilia.
Senatore Pisani, che effetto fa questo
esordio?
«Sono emozionato. Intendo affrontare
questo nuovo compito con lo
spirito di cercare di ottenere di più
per i piacentini. Nella mia duplice
veste di consigliere e senatore voglio
aiutare maggiormente la città portando
a Roma le questioni più rilevanti,
a partire da quelle legate alla
sicurezza».
In questi giorni di rimpasto si vociferava
però che non tutti nel gruppo leghista
fossero disposti ad accoglierla
a braccia aperte. Ne è consapevole?
«Sono solo falsità. Penso sia un gruppo
che rema tutto nella stessa direzione
e per il bene di Piacenza. Perché
se qualcuno dovesse pensare di
approfittare della posizione per
emergere si metta in testa che ha
sbagliato partito».
Però per Cavalli il ruolo di capogruppo non
è stato facile. Almeno all'inizio anche lui
ha fatto i conti con qualche ostilità.
«Cavalli ha fatto un ottimo lavoro. Ha guidato una squadra nuova impegnata
per la prima volta in maggioranza:
la Lega non c'era mai stata prima
d'ora.
Dopo un rodaggio iniziale tutti i componenti
del gruppo sono riusciti a integrarsi
bene».
L'ex assessore Massimo Polledri, il
giorno prima di essere revocato, rilasciò
a Libertà un'intervista molto critica
sul maxi-piano urbanistico di Terrepadane
in cui lasciava intendere
che quella fosse la posizione largamente
maggioritaria nel gruppo. Aveva
ragione?
«Penso che quello di Terrepadane
sia un progetto innovativo e utile per
la città. Faremo altre riunioni al riguardo:
ma resto convinto che non
debba diventare un quartiere che
attiri delinquenti e poco di buono
(Polledri aveva dichiarato il suo timore
che per la quota di residenziale
convenzionato prevista potesse
tramutarsi in un "ghetto", ndr). E' auspicabile
che il piano si realizzi, purché
sia condiviso».
Chi sarà il nuovo capogruppo?
«Non certamente io. Sono in tanti
che possono ricoprire questo ruolo.
Penso debba ricoprirlo una persona
che possa raccogliere il consenso
di tutti. Per oggi avremo un
nome».
Libertà
