Rassegna Stampa

'Foti e Opizzi? Per me innocenti'

Data: 18/02/2022

INTERVISTA BERTOLINI (FRATELLI D'ITALIA)

Fiducia nell'innocenza degli amici di partito indagati. Ma se alcuni colpevoli dovessero essere accertati, «è giusto che paghino». Filippo Bertolini, segretario di FdI, parla di Foti e Opizzi coinvolti nell'inchiesta.

L'INTERVISTA FILIPPO BERTOLINI / SEGRETARIO PROVINCIALE DI FRATELLI D'ITALIA

IL REFERENTE DI FDI SULL'INCHIESTA CHE COINVOLGE DUE NOMI DI SPICCO DEL PARTITO: «SIAMO SEMPRE STATI PER LA LEGALITÀ»

Fiducia nell'innocenza dei compagni di partito indagati per corruzione e nell'operato della magistratura che «farà emergere la verità». D'altro canto, se dei «colpevoli» saranno accertati, «è giusto che paghino » e «senza sconti». Sintetizza così, Filippo Bertolini, la posizione di Fratelli d'Italia sull'inchiesta della Procura della Repubblica che punta a fare luce sulle collusioni affaristiche tra imprenditori e politici. Il partito di cui Bertolini da dieci anni è segretario provinciale vede coinvolti Erika Opizzi, che si è dimessa da assessora comunale all'Urbanistica, e un carico da novanta come l'onorevole Tommaso Foti, da anni "lider maximo" della destra piacentina.

Bertolini, ha letto l'ordinanza del gip Luca Milani? 
«Tutte le 700 pagine non ho avuto tempo, ma ho letto l'informazione di garanzia, e naturalmente i resoconti di stampa».

Sono riportati quelli che i magistrati descrivono come due tentativi di corruzione posti in essere dall'imprenditore edile Nunzio Susino (arrestato) nei confronti dell'onorevole Foti a cui avrebbe consegnato o promesso denaro per ottenere, intervenendo su Erika Opizzi e il suo assessorato, in un caso l'edificabilità di alcuni terreni a La Verza e nell'altro favorevoli condizioni economiche per la gestione del parcheggio pubblico di via Genova. 
«Mi ha sicuramente fatto dispiacere vedere persone del mio partito indagate. Per due motivi: il primo è perché credo nella loro innocenza e confido che dal lavoro dei magistrati emerga la verità; e se ciò accadrà, vorrà dire - ecco il secondo motivo - che queste due persone saranno passate per un'esperienza umana pesante che non sarà semplice superare. Dopodiché, io sono facilitato perché rappresento un partito che non cambia idea, la nostra posizione è sempre rimasta identica: se qualcuno si dimostrerà che è colpevole, è giusto che paghi senza sconti. Fratelli d'Italia è sempre stato dalla parte della legalità e non cambia posizione».

Al di là delle eventuali responsabilità penali, che effetto le ha fatto vedere descritta dai magistrati l'assessora Opizzi come «"gestita" da Foti»? 
«Trovo curioso che si utilizzino queste espressioni. Credo che in ogni settore avere l'opportunità di un supporto da parte di chi amministrativamente lavora da quarant'anni sia solo un valore aggiunto e non una dipendenza ».

E leggere le intercettazioni di Susino che parla dell'onorevole Foti come di «un ladrone» e aggiunge: «Noi siamo golosi di soldi... ma loro di più»? 
«Le affermazioni dell'imprenditore sono tutte da dimostrare. Se l'onorevole Foti ha una colpa è quella di avere sempre aperto la porta a tutti per aiutare le persone nell'interesse pubblico, senza alcun interesse privato».

Susino, accusato di essere il vertice dell'attività corruttiva, nell'ordinanza viene indicato come uno che si reca «per l'ennesima volta» nella sede di FdI. E le intercettazioni, ma anche gli appostamenti degli inquirenti, documentano incontri suoi e dei suoi soci negli uffici dell'Urbanistica comunale in via Scalabrini. 
«Dal momento che non c'erano motivi per non far entrare l'imprenditore sia in Comune sia nella sede del partito, non ha fatto né più né meno che quello che fanno tantissimi cit- tadini tutti i giorni».

Uno di quegli incontri in via Scalabrini Susino l'avrebbe avuto con Foti per la vicenda dell'autosilo di via Genova, e secondo i magistrati costituirebbe «un primo concreto riscontro alle affermazioni» dell'imprenditore «in ordine all'accordo corruttivo stabilito con l'onorevole». 
Ma al di là di questo specifico riferimento, la presenza di Foti all'Urbanistica del Comune, se comprovata, non le suona inopportuna? «Ha sempre aiutato amministrativamente chi avesse bisogno. E che un deputato non si occupi di atti amministrativi sarebbe squalificante per la sua città».

Nell'ordinanza si parla, come frutto della presunta corruzione, di finanziamenti illeciti al suo partito. 
«Le nostre attività sono tutte finanziate in modo evidente con documenti depositati, sono molto tranquillo da questo punto di vista».

Lei, Bertolini, è anche consigliere comunale. Delle due vicende nel mirino dei pm - via Genova e La Verza - ha mai sentito parlare? 
«Mai nessun input. D'altro canto la stessa magistratura ha affermato che le indagini non riguardano l'amministrazione comunale».

Il fatto che un assessore si sia dimesso perchè indagato per corruzione autorizza, secondo lei, a dire che l'amministrazione non è toccata? 
«Dimostra la serietà del nostro assessore. In certi casi le dimissioni sono un atto nobile e garantista della verità dei fatti».

La sindaca Barbieri ha ufficializzato la sua ricandidatura alle elezioni di metà anno. Senza incrinature il sostegno di FdI. 
«L'avevamo già dichiarato in consiglio comunale. E mi piace constatare che in questi giorni stiamo ricevendo tante richieste per potere entrare in lista. Avremo nomi nuovi, senza lasciar andare le conferme di molti consiglieri uscenti».

Capopolista Tommaso Foti? 
«Sarà una persona di spicco».

La coalizione di centrodestra deve ancora definirsi compiutamente nel suo perimetro tra chi si è aggiunto e chi se n'è andato o sta per farlo. 
« Noi siamo sempre stati corretti e dalla stessa parte. Faccio notare che la Barbieri ha ricevuto il sostegno di altri due candidati a sindaco del 2017, Massimo Trespidi (Liberi, ndr) e Andrea Pugni (ex M5s oggi Forza Italia, ndr). Dalla parte avversa vedo che sono riusciti a dividersi in un gruppo di quattro persone (il Pd, ndr)».

I Liberali piacentini che ancora mancano all'appello? 
«Le porte sono aperte. Noi però non possiamo obbligare nessuno a stare nella nostra casa».

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