Rassegna Stampa

'No alle strumentalizzazioni' Zanardi si sfila per l'assessorato

Data: 25/02/2022

FdI, per il subentro in giunta a Opizzi, pensa a una donna di profilo civico. Sulla rinuncia della consigliera incidono le «allusioni» all'inchiesta

Gloria Zanardi si sfila, a succedere a Erika Opizzi nella giunta Barbieri sarà probabilmente una figura sempre espressa da Fratelli d'Italia - il partito di Opizzi e Zanardi ma con un profilo più civico, non un nome di primo piano sulla scena politica locale. Si parla di una libera professionista della città, senza ruoli pubblici di particolare rilievo nel suo curriculum. L'importante è che, al di là delle competenze, sia una donna, così da rimediare al deficit di quota rosa - il 40% di presenza femminile stabilito dalla normativa - creato in giunta dall'uscita di Opizzi. L'assessora all'Urbanistica si è dimessa per l'inchiesta della Procura che la vede indagata per corruzione nella vicenda di via Genova (rispetto a cui lei si è dichiarata estranea): secondo l'accusa, avrebbe favorito, anche su sollecitazione dell'onorevole e compagno di partito, Tommaso Foti, a sua volta indagato, l'ottenimento di una economicamente vantaggiosa convenzione di gestione del parcheggio pubblico annesso al nuovo palazzo realizzato dalla "Via Genova 3 srl" di cui è socio Nunzio Susino, l'imprenditore edile (arrestato) che i magistrati indicano come il perno dell'attività corruttiva nei confronti della politica. A subentrare in giunta sembrava che la strada fosse spianata per Gloria Zanardi, ritenuta la carta più accreditata che FdI potesse giocare. Formatasi politicamente in Forza Italia, alle comunali del 2017 si era presentata (ed eletta) nella lista di Liberi per dissidi con l'allora dirigenza azzurra. Una collocazione fuori dalla coalizione di centrodestra durata un paio d'anni, dal momento che nella primavera del 2019 Zanardi è approdata ai banchi consiliari di FdI. Tre giorni fa pareva che la sua nomina in giunta fosse imminente. Con il passare delle ore si è capito che la faccenda si stava complicando. E ieri pomeriggio Zanardi ha fatto sapere «di non rendermi disponibile a tale ruolo». Lo scrive in un comunicato in cui premette che «da vent'anni mi dedico alla politica attivamente con impegno e dedizione » avendo «rivestito diverse cariche istituzionali, solo grazie al consenso elettorale guadagnato sul campo e alla fiducia che i cittadini hanno sempre riposto in me, non da ultimo alle elezioni comunali del 2017 che mi hanno consentito di ricoprire il ruolo di consigliere comunale della mia amata città». In seguito alle dimissioni di Opizzi, entra quindi nel vivo Zanardi, «il sindaco Patrizia Barbieri e il partito Fratelli d'Italia mi aveva chiesto se fossi disponibile a rivestire la carica di assessore comunale, come emerso dalle indiscrezioni giornalistiche dei giorni scorsi. In un momento delicato per la nostra comunità, mettermi al servizio della collettività sarebbe stata sicuramente l'ennesima dimostrazione della mia abnegazione volontaristica per la causa». «Tuttavia oggi ritengo di non rendermi disponibile a tale ruolo», arriva al dunque la consigliera comunale spiegandone così i motivi: «In primis, per evitare ulteriori strumentalizzazioni della situazione, quali quelle che ho già riscontrato e alcune passibili anche di azioni legali – che non tarderanno – per le nemmeno troppo velate allusioni sulla mia persona. E quindi, anche e soprattutto, perché io ho sempre fatto politica non per arrivare opportunisticamente a poltrone, ma per il mio profondo senso civico e per pura passione». Le «strumentalizzazioni» e «le nemmeno troppo velate allusioni» di cui parla Zanardi sono con ogni probabilità riconducibili alla stessa inchiesta della magistratura e al fatto che tra gli indagati della vicenda di via Genova ci sia Lino Girometta, zio della consigliera di FdI. L'ingegner Girometta è l'azionista di maggioranza della "Via Genova 3 srl" in società con Susino. Il quale, in una conversazione intercettata dagli inquirenti - scrive il gip Luca Milani nella sua ordinanza -, «si lamenta dell'operato di Girometta Lino (a suo dire troppo pretenzioso), a cui fa riferimento come colui che vanterebbe di avere una nipote che avrebbe potuto risolvere il loro problema in Comune». Lecito immaginare che Zanardi, pur non essendo - è bene chiarire - in alcun modo indagata, si ritenga a rischio di strumentalizzazioni politiche in caso di nomina ad assessore. Questione di opportunità che nella stessa maggioranza qualcuno avrebbe posto. Anche perché Zanardi nell'ordinanza è citata in un altro passaggio in cui sempre Susino la indica tra i presenti in occasione di una sua visita nella sede di FdI dove si sarebbe parlato delle «ricompense », scrive il gip, meritate dall'imprenditore «per il sostegno economico garantito al partito». Evitare strumentalizzazioni dunque, la parola d'ordine. Ma anche la valutazione che approfittare del mini rimpasto di giunta per allargare il perimetro della coalizione includendo figure nuove e di espressione non marcatamente politica può essere utile in vista delle elezioni di metà anno. Di qui l'idea, maturata in un serrato confronto tra la sindaca e FdI, di andare a parare, ritirata Zanardi, non tanto sull'altra quota rosa del partito in Consiglio, Sara Soresi, quanto su un profilo esterno e dal sapor civico. Quale la libera professionista sul cui nome viene per ora mantenuto stretto riserbo, ma che le ultime accreditate indiscrezioni danno per papabile.

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