In circa 200 hanno sfilato per contestare il modo in cui viene gestita l'accoglienza
CASTELSANGIOVANNI
«No all'invasione imposta dal
Governo». E' lo slogan al seguito del
quale circa 200 manifestanti hanno
sfilato lungo le vie di Castelsangiovanni
per protestare contro il modo
in cui viene gestita l'accoglienza dei
richiedenti asilo. Alla manifestazione,
organizzata da Lega Nord, Fratelli
d'Italia e Forza Italia, hanno preso
parte cittadini, sindaci e amministratori
della vallata e del Piacentino,
tra cui il primo cittadino di Castello,
Lucia Fontana, consiglieri regionali
ed esponenti di partito. Tanti
sono stati gli interventi che si sono
succeduti di fronte al monumento
ai caduti, in viale Fratelli Bandiera.
Il luogo non è stato scelto a caso. Lì
vicino alloggia l'ultimo gruppo di
profughi arrivato in città (a Castello
sono una trentina). «Dobbiamo
riappropriarci di questi luoghi che
rappresentano la nostra identità»
ha detto l'assessore alla sicurezza
Valentina Stragliati che con il sindaco
Lucia Fontana ha fortemente
criticato la gestione dei richiedenti
asilo, definita un vero e proprio «business»,
con decisioni «calate dall'alto»
e «cittadini stufi». «A Castello oltre
il 20 per cento della popolazione
è straniera – ha detto Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) - mandare qui
dei profughi rischia di aumentare
tensioni sociali». Fabio Callori (Forza
Italia) ha parlato di una sola possibilità
per i cittadini. «Possiamo
cambiare le cose solo andando al
Governo, ma per farlo occorre partire
dal basso, vincendo le elezioni
a partire dalle comunali di Piacenza».
Per Forza Italia c'era anche il
coordinatore provinciale Jonathan
Papamarenghi. Per la Lega hanno
preso la parola il segretario provinciale
Pietro Pisani e il consigliere regionale
Matteo Rancan. «Quello
che è in atto – ha detto quest'ultimo
– è un tentativo fatto da un Governo
pagliaccio di sostituire la nostra
gente con persone che non hanno
contribuito alla crescita del Paese.
Per noi la risorsa principale sono i
piacentini».
Libertà
