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'Non funzionano, via questore e prefetto' Trespidi insiste, FdI e Lega sottoscrivono

Data: 23/12/2021

LA POLEMICA SULLA SICUREZZA

«Non è in discussione l'operato di Zandonella», il punto è che ad «avere una competenza primaria sulla sicurezza non è il Comune, che può al massimo concorrere, ma la prefettura e la questura». E poichè a Piacenza «che ci sia un problema di sicurezza è noto, dico chiaro che una volta prefetti e questori che non funzionavano prendevano la valigia». Così Massimo Trespidi (Liberi) ieri in commissione è tornato sul suo intervento di lunedì in consiglio comunale che, nel chiedere la soppressione dell'assessorato alla sicurezza guidato dal leghista Luca Zandonella, ha sollevato la piccata reazione dei capigruppo di quel centrodestra con cui Liberi è in predicato di allearsi per le comunali 2022. Pur facendo presente che «sull'assessorato alla sicurezza non ho cambiato idea (quella delega è sempre stata in capo al sindaco)», Trespidi ha ritenuto di dover precisare il suo pensiero gettando così acqua sulla polemica. E rincarando la dose su prefettura e questura ha richiamato la recente interrogazione parlamentare di Tommaso Foti (FdI) che chiedeva al governo di mandare i militari a pattugliare le strade e che ha avuto il parere contrario del ministero dell'Interno: «A me risulta che sono state le autorità preposte alla sicurezza a dire a Roma che qui i militari non servono». «Condividiamo al 100%», ha commentato Giancarlo Migli (FdI) l'intervento di Trespdi che lunedì in aula «non era stato così chiaro»: «E' ora di puntualizzare che la sicurezza in primis va garantita da questura e prefettura». Ha dato man forte Sergio Pecorara (Lega), mentre Luigi Rabuffi (Pc in Comune) ha rimarcato che «in campagna elettorale la Lega fece della sicurezza un cavallo di battaglia». Il dibattito si è sviluppato sull'esame del regolamento per il sistema di videosorveglianza che è stato approvato.

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