Dopo il bilancio di fine anno dell'amministrazione Barbieri ecco le pagelle dei capigruppo di minoranza che non fanno sconti
Si va dai "3" e "4" con matita blu
di Liberi,Pd e Pc del futuro a insufficienze comunque piene, da "5",
di tutti gli altri gruppi del consiglio
comunale. Ma la sostanza non
cambia: le opposizioni bocciano
l'operato della giunta Barbieri. E
dopo il leitmotiv del «sindaco con
atteggiamento da maestrina» che
tanto li ha fatti indispettire in questo anno e mezzo di mandato, sono adesso i capigruppo di minoranza a vestire i panni dei prof e a
dare i voti all'amministrazione. Pagelle che arrivano all'indomani del
bilancio di fine anno tracciato dal
sindaco Patrizia Barbieri e dai suoi
assessori che hanno annunciato
come il 2019 «sarà l'anno della
svolta».
Partito Democratico
Per Stefano Cugini (Pd) il voto alla giunta è un "4 secco": «Rilevo
che si torna a parlare della Partite
a parco. Benissimo, peccato ci abbiano respinto due ordini del giorno al riguardo. Dopo l'ultimo passaggio in consiglio sull'Irpef, con
le minoranze e Fdi che hanno costretto la giunta a tornare sui propri passi, vedremo cosa accadrà
con il bilancio, vero banco di prova. Resta il fatto che non si vede
progettualità. Danno l'impressione di essere sotto scacco di alcuni
elementi forti. La linea viene dettata da Tommaso Foti. Devo però
riconoscere che sono riusciti in
un'impresa: quella di compattare
un'opposizione mai così eterogenea».
Liberi
Massimo
Trespidi (Liberi) è il più severo del gruppo con un "3" da
«non classificabili». «Prendiamo
atto che il rimpasto non ha prodotto quel cambio di passo auspicato. La verità è che con questa
squadra non si va da nessuna parte: tante parole e pochi fatti, soprattutto manca una visione di città. Nessuno ci dice, ad esempio, se
partiranno i lavori del parcheggio
di piazza Cittadella. Su Terrepadane hanno trovato la soluzione
dopo un incontro nella sede di un
partito (la Lega, ndr). Sul nuovo
ospedale il protocollo si poteva fare sei mesi fa. Siamo poi preoccupati dai prossimi bilanci». Infine
cita Kierkegaard: «Il timone di bordo è nelle mani del cuoco e l'altoparlante della nave annuncia il
menu del giorno e manda in onda musica».
Pc in Comune
Parla di «pochezza» di cose fatte,
Luigi Rabuffi (Pc in Comune) che
rifila un "5" alla giunta: «Un anno
buttato via. Siamo di fronte al vuoto cosmico. Se l'Irpef non è aumentata è merito dell'opposizione. Come minimo comune denominatore questa maggioranza
"Foti-dipendente" ha la litigiosità,
le invidie, le faide. Temo sarà così
anche nel 2019».
Movimento 5 stelle
Voto "5" anche per Andrea Pugni
(M5s): «Con il rimpasto si sta vedendo poco. Alcuni assessori non
sono pervenuti e insisto nel dire
che tutti dovrebbero essere a tempo pieno. Si dovevano vedere scelte più coraggiose che non si sono
viste: come ad esempio in tema
ambientale. Le uniche cose positive? Aver finora mantenuto la promessa sulla Pertite e aver destinato risorse sulla manutenzione ordinaria».
Gruppo misto
È un "5" anche per Gloria Zanardi
(misto) perché «la giunta avrebbe
anche delle potenzialità, ma non
si applica»: «"Finora pochi risultati", lo ammette lo stesso sindaco -
dice Zanardi -. Come darle torto. I
piacentini nutrivano grandi aspettative ma sono rimasti delusi. La
percezione è che la giunta sia pigra, non vi sia una concreta progettualità per la città e che si perdano troppe energie a risolvere le
conflittualità partitiche interne. Mi
auguro, per il bene di Piacenza, che
davvero dal 2019 ci sia un cambio
di passo. Dopo un anno e mezzo
di amministrazione il "rodaggio"
non può più essere una scusa».
Pc del Futuro
Bariola (Pc del Futuro) piazza un
bel "4": «Sono distanti dalle loro
promesse. In un anno e mezzo: tre
assessori cambiati, divergenze interne alla maggioranza che hanno
provocato e provocano immobilismo e assenza di visione strategica: ospedale, Terrepadane, logistica. Su ogni tematicatica seria e profonda sono in difficoltà perché in
disaccordo e perché non preparati a offrire progetti per la città».
Pc Oltre
Roberto Colla (Pc Oltre) attribuisce un "5" alla giunta Barbieri: «Finora pochi risultati. La svolta nel
2019? Lo spero perché amo Piacenza. Di sicuro gli alibi sono finiti e adesso il sindaco ha la "sua"
squadra. Guidano la città da un anno e mezzo e il rodaggio è finito.
Aria nuova però non se ne è respirata tanta. Anche in consiglio comunale si sono avvertite molte tensioni, superate solo grazie all'intelligenza del sindaco. Sono preoccupato rispetto alle sfide del 2019:
nuovo ospedale e Terrepadane».
Libertà
